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Anomalie fetali: un esame del sangue per diagnosticarle

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Un’ampia gamma di anomalie genetiche fetali potrebbe presto essere rilevata nelle prime fasi della gravidanza grazie ad una tecnologia non invasiva lab-on-a-chip. Uno studio, questo, di portata mondiale condotto da ricercatori dell’Università dell’Australia Meridionale.

 

Gli ingegneri biomedici Marnie Winter e Benjamin Thierry del Future Industries Institute (FII) di UniSA e del Centro di eccellenza ARC in Convergent Bio-Nano Science and Technology (CBNS) fanno parte di un team di ricercatori che ha isolato cellule fetali dal sangue materno usando un piccolo dispositivo microfluidico, il Lab-on-a-chip per l’appunto, che consente di migliorare i test genetici.

 

Anomalie fetali: la tecnologia Lab-on-a-chip

La tecnologia Lab-on-a-chip (LOC) integra le funzioni di laboratorio su un chip che va da pochi millimetri a pochi centimetri quadrati. Lo speciale design del dispositivo consente di analizzare grandi volumi di sangue, aprendo la strada ad un metodo efficiente, economico e rapido per separare le cellule fetali dalle cellule del sangue materno.

 

Speriamo che questo dispositivo possa portare a un nuovo test diagnostico prenatale non invasivo in grado di rilevare una vasta gamma di anomalie genetiche nelle prime fasi della gravidanza da un semplice campione di sangue“, afferma la dottoressa Winter.

 

Attualmente, i test diagnostici prenatali implicano una procedura di amniocentesi o un campione di cellule prelevate dalla placenta (prelievo di villi coriali), che comportano entrambi il rischio di indurre aborto spontaneo.

 

Da circa cinque settimane dopo la gravidanza, le cellule fetali che si originano dalla placenta possono essere trovate nel flusso sanguigno della madre. Utilizzando la moderna tecnologia microfluidica, possiamo ora isolare queste cellule estremamente rare (circa una su un milione) dai globuli bianchi della madre e raccoglierli per l’analisi genetica“, prosegue la dottoressa.

 

Le origini del Lab-on-a-chip

I ricercatori di UniSA, lavorando in collaborazione con il dottor Majid Warkiani dell’Università di Tecnologia di Sydney e gli specialisti del Women’s and Children’s Hospital SA Pathology and Repromed, hanno adattato il dispositivo da uno inizialmente sviluppato per isolare le cellule tumorali dal sangue dei pazienti oncologici.

 

Benefici e avvertenze per le future mamme

Molte donne incinte potranno essere messe a conoscenza dei nuovi test basati sul DNA fetale circolante. Dei test che, con un semplice esame del sangue, aiutano a determinare il rischio di avere un bambino con sindrome di Down”.

 

Questi test, pur rivoluzionando le cure prenatali, possono attualmente rilevare solo un piccolo sottogruppo di condizioni genetiche e non sono sempre accurati.

 

Speriamo che questa tecnologia LOC sarà in grado di rilevare in modo affidabile una vasta gamma di anomalie genetiche, fornendo maggiori informazioni alle famiglie e all’assistenza sanitaria“, afferma la dottoressa Winter.

 

Gli sviluppi futuri

Il professore Thierry afferma che il concetto di lab-on-a-chip sarà sviluppato ulteriormente.

 

Stiamo collaborando con partner del settore per portare questa tecnologia nella diagnostica clinica prenatale di routine e renderla disponibile in futuro per esaminare le gravidanze a basso e medio rischio”, afferma Thierry.

 

Fonti:

Blood sample breakthrough good news for pregnant women »https://www.unisa.edu.au/Media-Centre/Releases/2018/Blood-sample-breakthrough-good-news-for-pregnant-women/#.W0WSe9IzaUk

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/admt.201800066

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