Anziani e in forma, ecco come e perchè

Anziani e in forma, ecco come e perchè

Ecco come essere anziani e in forma, non bisogna pensare alla vecchiaia come una malattia ma anzi come un momento della vita in cui condividere la propria esperienza ed essere un elemento attivo per la società

Da diversi anni si festeggia la giornata nazionale dei nonni, proprio per sottolineare sempre più il ruolo che può avere l’anziano all’interno della società. L’Italia si conferma uno dei paesi in cui si vive più a lungo: prevenzione, regolare attività fisica e corretto regime alimentare restano gli obiettivi primari da trasmettere fin da giovani per prepararsi a invecchiare in salute.

Diversi studi confermano come ancora molti anziani affrontino la senescenza in maniera sedentaria, trascurando spesso il movimento nonostante sia ormai consolidato quanto con un allenamento costante si possa raggiungere un risultato che può limitare l’influenza negativa dell’invecchiamento.

Affrontare la terza età in buona salute rappresenta un obiettivo di grande rilevanza, anche se spesso si assiste a un aumento di individui a rischio per malattie croniche e disabilità: ecco perché mantenere uno stile di vita attivo  rappresenta un fattore di protezione fondamentale verso persone in età senile, aiutandole sia a uscire da un isolamento quasi inevitabile sia a tenere sotto controllo l’apparato muscolo scheletrico.

In un articolo pubblicato sul BMJ, B. Sparling dell’Istituto di Tecnologia di Atlanta, analizza l’importanza di rispettare un programma di 150 minuti di esercizio alla settimana distribuiti in modo differente a seconda delle classi di età, tenendo presente che conciliare sport e divertimento aiuta anche la mente a rimanere sveglia.

Spesso l’anziano vive da solo e difficoltà, solitudine ed emarginazione influiscono in modo pesante sulla sua salute. Questa insicurezza verso i cambiamenti lo porta spesso a essere disorientato e perdere la propria autonomia. Il ruolo del medico è fondamentale, non solo per incentivarlo a  seguire in modo corretto terapie farmacologiche, ma anche per informare e poi monitorare l’attività fisica del suo paziente come una medicina da prescrivere e da seguire nel tempo. Una passeggiata al parco, una pedalata in bicicletta o qualche vasca in piscina per almeno 30 minuti al giorno sarebbero in grado di ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, prevenire l’insorgere un alcune patologie croniche come diabete e depressione e anche alcuni tipi di tumore.

Nella nostra società si parla spesso di “rivoluzione demografica”: si stima infatti che nel 2025 vivranno circa 1,2 miliardi di persone sopra i 60 anni e nel 2050 si arriverà a quasi 2 miliardi, questo grazie anche a una miglior cura e prevenzione. Non bisogna pensare alla vecchiaia come una malattia ma anzi come un momento della vita in cui condividere la propria esperienza ed essere un elemento attivo per la società tenendo in allenamento corpo e mente. Esistono diversi modi di invecchiare e ogni anziano richiede una specifica attenzione:  è necessario quindi incoraggiare una qualità di vita che permetta di affrontare questa fase in modo positivo, per superare difficoltà e depressione che possono derivare dalla solitudine.

 Dott.ssa Martina Laccisaglia
Centro Studi Comunicazione sul Farmaco, Salute e Società – Università Statale di Milano

Fonti per approfondire:

– Sparling P. B., “Recommendations for physical activity in older adults”, BMJ, 2015
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