Digiuno ed antiaging: una ricetta per la longevità

Digiuno ed antiaging: una ricetta per la longevità

Un digiuno periodico è un ottima ricetta anti-aging per la longevità; digiunare permette infatti di ridurre lo stress ossidativo, stimolare i processi di riparazione cellulare ed abbassare i processi infiammatori.

 

Il nostro organismo si è sviluppato per millenni in situazioni di periodiche scarsità di cibo. Questo stile di vita ha lasciato chiare impronte nel nostro DNA: la scarsità di cibo in cui l’uomo ha vissuto per migliaia di anni ha portato il nostro corpo a sviluppare meccanismi protettivi per adattarsi alle fasi alterne di abbondanza e carestia. Le membrane cellulari hanno così sviluppato un’alta sensibilità all’insulina. Questo è molto importante specialmente nei periodi di carenza di cibo perché garantisce che ogni singolo boccone venga immagazzinato in maniera efficiente.
Ai nostri giorni, nel mondo occidentale, l’abbondanza di cibo ha desensibilizzato le cellula all’insulina. Le cellule infatti nel tentativo di evitare uno stress da accumulo eccessivo di cibo, quindi grandi quantità di calorie, si sono rese meno sensibili all’insulina che quindi resta in quantità maggiori nel sangue. Elevati livelli di insulina aumentano l’immagazzinamento di grassi, lo stress ossidativo e favoriscono condizioni infiammatorie nel corpo.

Accedere meccanismi di riparazione genetica

Digiuni intermittenti agiscono su specifici meccanismi di riparazione genetica che stimolano il ringiovanimento cellulare. Questo risposta dell’organismo al digiuno sembra permettere a specifiche cellule di avere una vita più lunga durante i periodi di carestia. Energeticamente parlando infatti è meno dispendioso riparare una cellula piuttosto che farla dividere e creare due nuove cellule. Questo ha un effetto positivo anche nel bloccare la formazione e proliferazione di cellule tumorali.
Questi meccanismi di riparazione genetica vengono attivati attraverso il rilascio dello Human Growth Hormone (HGH). HGH è noto per creare modifiche fisiologiche nel metabolismo favorendo il consumo dei grassi ed il risparmio di proteine. L’azione di HGH su proteine ed amino acidi stimola la riparazione del collagene dei tessuti aumentando la funzionalità e la forza di muscoli, tendini, legamenti ed ossa. HGH inoltre migliora le funzioni della pelle, riduce le rughe e cura più velocemente le ferite e le bruciature.
Un eccesso di insulina nel sangue inibisce la produzione di HGH e quindi l’attivazione di tutti questi processi benefici per l’organismo.

Il digiuno è una potente modalità di cura

Digiunare quindi è utile per ridurre gli stati infiammatori, aumentare le difese immunitarie e stimolare la riparazione dei tessuti. Questa è una delle ragioni per cui molte persone si sentono nausea quando hanno infezioni. Si tratta di un meccanismo innato che usa il corpo per stimolarci al digiuno così che si possano produrre le corrette condizioni per stimolare la fisiologica risposta immunitaria.

I ricercatori dell’Intermountain Medical Center Heart Institute hanno scoperto che l’uomo che ha digiunato per 24 ore ha il 2000% di aumento di HGH nel sangue. Le donne che sono state studiate avevno il 1300% di aumento dell’HGH. I ricercatori hanno inoltre osservato come il digiuno individuale abbia ridotto significativamente i livelli di trigliceridi, aumentato le HDL e stabilizzato i livelli di zuccheri nel sangue.

Il modo migliore per iniziare un digiuno è dare al corpo 12 ore di distanza tra la cena e la colazione ogni giorno. Questo permette di avere 4 ore per completare la digestione ed 8 ore per fari si che il fegato completi il suo ciclo di detossificazione. Una volta che vi siete abituati a questo stile di vita provate a prendervi un giorno intero alla settimana ed estendere il digiuno a 16-18 ore. Eventualmente potete scegliere di farlo per 24 ore intere ogni settimana.

Fonti:

– K.A. Varady – Alternate-day fasting and chronic disease prevention: a review of human and animal trials

 

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Redazione Sanifutura

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