La più antica ricetta di bellezza

La più antica ricetta di bellezza

Una crema vecchia di 2000 anni ancora in perfetta conservazione. E’ questa la scoperta che ha lasciato letteralmente increduli chimici ed archeologi. Per la prima volta nella storia si è potuta analizzare la composizione di una crema di bellezza bimillenaria.

La crema di bellezza con la data di scadenza più lunga è italiana. Dell’antica Roma! Ed è stata addirittura esportata in Inghilterra. E’ stata trovata da un team di archeologi guidato dal dott. Garry Brown un barattolo ancora intatto con all’interno una crema per il viso. Dopo 2.000 anni sono addirittura ancora visibili i segni delle dita impressi sull’impasto.
«Sono sbalordito – dice Garry Brown – creme di questo tipo normalmente non sopravvivono negli archivi archeologici, è una scoperta unica».
La scoperta è stata fatta nel 2003 durante gli scavi nel tempio romano di Southwork, nelle vicinanze di Londra, risalente al II secolo dopo Cristo.

Qual è l’antica ricetta della bellezza?

Il dott. Richard Eyershed, dell’Università di Bristol, ha fatto le analisi della crema ed è arrivato a definire la composizione della crema romana. Ha infatti pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature il risultato delle analisi:
Grassi animali
Amido (probabilmente isolato bollendo in acqua radici di grano)
Casiterite (un ossido minerale a base di stagno dalla formula chimica SnO2 inserito forse come pigmento)
Altri componenti difficili da rintracciare

Del resto l’arte di prendersi cura del viso è qualcosa di molto antico, non è un caso se le parole cosmetica e cosmo hanno la stessa radice. Cosmo in greco significa ordinare ed adornare, la cosmetica non è altro che l’arte di adornare ed ordinare il viso. Un’arte molto antica.
Significativo è il libro di Ovidio intitolato Medicamina faciei femineae ossia cosmetici per il viso femminile.
Un libro ricco di consigli di bellezza, pratici e psicologici, ancora oggi molto validi.
Il poeta romano ricorda come la cosmetica debba essere l’arte del culto della salute del corpo e non una narcisistica cura finalizzata alla seduzione, si cadrebbe infatti in una perdita dell’eleganza e nell’esasperazione dei costumi.

 

Fonte:

– R. P. Evershed – Archaeology: formulaton of a Roman cosmetic – Nature
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