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Gestire lo stress

Benattia: quando la malattia diventa una risorsa

Fino a quasi un secolo fa il rapporto dell’uomo con la malattia era molto diverso da quello che abbiamo oggi. Non esistevano le farmacie così come oggi le conosciamo, una febbre o un raffreddore non spaventavano come oggi. Semplicemente ci si fermava, si riposava e si aspettava che la malattia facesse il suo corso. Molto spesso la stessa febbre era vissuta come un segno positivo, il segno che l’organismo stava lottando.

Solo quando le condizioni si aggravavano interveniva il medico e si faceva uso di rimedi preparati dai farmacisti.

Oggi invece abbiamo a disposizione una pillola per ogni evenienza, prima ancora che si manifesti la malattia prendiamo un rimedio per “stroncarla sul nascere” e così stiamo perdendo la consapevolezza che molte malattie se ne vanno da sole così come sono arrivate. Non è più nella nostra cultura il concetto di “aspettare che la natura faccia il suo corso”. Non è più nelle nostre abitudini il fermarci a riposare e lasciare che l’organismo si riprenda.

Eppure la malattia ha anche dei lati positivi

La malattia può essere un alleato se vista come il processo mediante il quale il nostro organismo si adatta ad un ambiente ostile. A volte può addirittura essere un vero e proprio messaggio del nostro corpo, una manifestazione esteriore di disagi interiori.

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Le cosiddette malattie psicosomatiche sono forse l’esempio più noto di questo collegamento tra mente e corpo. Ecco perché alle volte più che vedere la malattia come un nemico da eliminare dovremmo vederla come un alleato e quindi avrebbe più senso chiamarla benattia.

La malattia può essere un vero e proprio segnale che ci lancia il corpo quando ha bisogno di fermarsi. Non ascoltare questi messaggi potrebbe essere doppiamente deleterio: da un lato perché non lasciamo al corpo il tempo di recupero di cui ha bisogno, dall’altro perché assumiamo farmaci senza una vera e propria ragione con il rischio di intossicare il nostro organismo.

Non a caso oggi nel mondo occidentale la terza causa di morte è quella per cause iatrogene, ossia morte causata da farmaci.

Certamente la medicina moderna con i farmaci salvavita e le tecniche operatorie è stata una risorsa insostituibile per migliorare il benessere della società. Oggi tuttavia questo approccio sembra essere quasi arrivato al suo limite. La vera innovazione non arriverà dalla tecnologia e dalle biotecnologie, il vero punto di svolta per la medicina moderna sarà il riscoprire le leggi di auto guarigione della natura. Sarà riscoprire l’importanza di risvegliare quelle risorse innate in ciascuno di noi che ci permettono di ritrovare un’equilibrio vitalizzante con la natura.

Di questo se ne è parlato con il dott. Luigi Marcello Monsellato, Presidente dell’Associazione Medicina Omeosinergetica e della Società Italiana di Medicina (SIM), nella puntata del “La Salute che Viene” da noi curata con Byoblu.

Per vedere la puntata clicca quì o sull’immagine sottostante

dott. Luigi Marcello Monsellato, medico e fondatore di omeosinergia

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