E’ possibile scoprire quanti anni ha veramente il cervello?

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E’ possibile scoprire quanti anni ha veramente il cervello?

L’età cerebrale non corrisponde all’età anagrafica e questo è verificabile quotidianamente: quante volte abbiamo incontrato un’arzilla vecchietta con un’età anagrafica intorno agli 80 anni ma con una lucidità di ragionamento molto superiore rispetto a giovani e coetanei? 

Per scoprire l’età del cervello bisogna analizzare più fattori

Già alla fine del 2015, una serie di esperti ha consolidato una tendenza emergente nella ricerca sulla longevità: capire per quanto tempo si possa vivere senza malattie o per quanto tempo si possa ritardare l’insorgenza di comuni malattie legate all’età.

Ciò pone immediatamente un problema: come si misura la “vera” età biologica di una persona? 

Recentemente uno studio ambizioso ha unito tre campi diversi – neuroscienza, longevità e apprendimento automatico – in un singolo algoritmo in grado di prevedere l’età cerebrale di una persona basata esclusivamente su scansioni di risonanza magnetica (MRI).

L’orchestra molecolare che controlla la velocità con cui un cervello matura e cambia durante la vita gioca un ruolo significativo nella struttura del cervello, che può essere misurata usando la risonanza magnetica. Allo stesso modo, la danza biologica che determina le connessioni fisiche dei circuiti neurali è anche alla base di disturbi cerebrali come autismo, schizofrenia, disturbo bipolare o depressione.

Ciò ha portato il team a chiedesi: 

  • Esiste un modo per utilizzare le scansioni MRI per misurare il divario dell’ età cerebrale di una persona? 
  • Come cambierebbe con diversi disturbi mentali? 
  • E possiamo collegare l’età del cervello a geni specifici, scoprendo quelli che accelerano e ritardano l’invecchiamento del cervello?

Utilizzando i dati di quasi 50.000 persone con età compresa tra 8 e decadi, lo studio è il primo a capire come i disturbi cerebrali comuni, come la depressione e l’autismo, influenzino l’invecchiamento del cervello. Inoltre, il team ha analizzato a fondo i dati genomici umani della UK Biobank, individuando gruppi di geni correlati a disturbi neurologici che accelerano in particolare l’invecchiamento cerebrale.

Età cerebrale e disturbi cerebrali: il legame

Le maggiori lacune nell’età cerebrale sono state riscontrate in persone con gravi disturbi mentali, tra cui schizofrenia, sclerosi multipla e demenza. Al contrario, i disturbi cerebrali dello sviluppo come l’autismo e l’ADHD non sembrano influenzare in modo particolare l’età del cervello. A parte i cambiamenti del cervello, il team ha anche scoperto che le regioni cerebrali che hanno contribuito in modo significativo al divario dell’età cerebrale erano quelle già implicate in un particolare disturbo mentale,l’ Alzheimer.

In altre parole, alcuni disturbi possono far invecchiare una regione del cervello più velocemente di altre. L’intelligenza artificiale può decifrare queste differenze e guidare potenziali trattamenti.

Un collegamento genetico

L’invecchiamento accelerato del cervello potrebbe essere la conseguenza di un particolare patrimonio genetico, aggravato da ambienti dannosi o scelte di vita. Analizzare i geni è un modo per iniziare a esplorare i fattori che influenzano le variazioni delle traiettorie dell’invecchiamento cerebrale.

Forse non sorprende che un’analisi abbia dimostrato che il divario nell’età del cervello è almeno parzialmente ereditabile. 

Alla fine, la speranza è di prevedere il divario dell’età cerebrale di una persona, in base alla sua genetica, prima dell’inizio dei disturbi cerebrali ad alto rischio, e tenere traccia della progressione della malattia nel tempo per aiutare a regolare i trattamenti.

Fonti:

https://www.nature.com/articles/s41593-019-0471-7

ukbiobank.ac.uk

https://www.nature.com/articles/s41593-019-0478-0

https://www.nature.com/articles/nm.4009

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Andrea Pensotti

Laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e dottorando presso l'Università Campus Bio-Medico di Roma.
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