Invecchiamento: quando gli animali ci vengono in soccorso

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Invecchiamento: quando gli animali ci vengono in soccorso

Integrando con la dieta alcune proteine che sono fondamentali nella rigenerazione cellulare potremo rallentare i processi di invecchiamento. Molti ricercatori internazionali stanno dando conferma a queste scoperte. Alcuni animali hanno un patrimonio genetico compatibile con quello umano ecco quali sono.

Recentemente la scienza ha scoperto che invecchiando soffriamo della carenza di alcune proteine necessarie per gestire la plasticità delle cellule e quindi la loro capacità di rigenerarsi e differenziarsi. Studi avanzati hanno dimostrato che se integrate nell’organismo si può rallentare il processo di invecchiamento, proteggere dal rischio di insorgenza dei tumori e persino controllare i processi di neuro degenerazione.

L’importanza dei peptidi

Integrare la nostra dieta con queste proteine, in linguaggio scientifico vengono più precisamente chiamati peptidi (ossia piccole proteine), è quindi un modo sano per prevenire tutta questa serie di problemi.

Da dove recuperare però questi peptidi? Dalle uova di pesce. È stato infatti dimostrato che questi peptidi vengono prodotti in grandi quantità durante l’embriogenesi. Sono loro infatti ad indirizzare la moltiplicazione cellulare e le successive differenziazioni che portano alla creazione di organi ed apparati.  Un pesce in particolare, lo zebrafish, ha una compatibilità genetica quasi totale con l’uomo. Sembra assurdo viste le evidenti differenze tra uomo e pesce eppure siamo così compatibili che oggi questo pesce ha superato le cavie come animale prediletto per gli studi scientifici. Se eravamo abituati a dire “cavia da laboratorio” presto dovremo imparare a dire “pesce da laboratorio”!

Se si riuscisse ad estrarre dagli embrioni di questi pesci i peptidi di differenziazione avremmo a disposizione uno strumento unico per rallentare l’invecchiamento e prevenire malattie degenerative come il tumore o l’Alzheimer.

I farmaci di origine animale

Una recente ricerca inglese ha ricordato come sui 100 farmaci più venduti in Inghilterra 73 contengono prodotti di origine animale.

Insulina, ormoni, eparina, magnesio stearato, lattosio, colla di pesce … sono solo alcuni esempi di farmaci o componenti di farmaci che vengono ricavati dagli animali.

L’insulina ad esempio viene ricavata dal maiale o l’eparina, utilizzata per rendere più fluido il sangue, viene ricavata dalla mucosa dell’intestino suino o dal polmone bovino. Entrambi i prodotti vengono somministrati attraverso iniezione dal paziente stesso. Questo sta ad indicare l’estrema sicurezza di questi farmaci.

La ragione è semplice: il DNA umano e quello animale sono molti simili. Soprattutto verso certi animali. I mattoncini e gli ingranaggi di organi e tessuti sono praticamente uguali, la differenza maggiore è come vengono assemblati tra loro. Del resto dell’animale mangiamo quasi tutto, per i palati forti anche lingua e cervello!

..e gli integratori

Se poi osserviamo con più attenzione la logica con la quale ricaviamo terapie da animali ci accorgiamo che nella maggior parte dei casi sono integratori. Integriamo qualcosa che è carente nel nostro corpo prendendola dagli animali. Quando abbiamo poco ferro viene consigliato di mangiare carne di cavallo, quando non abbiamo insulina la prendiamo dai maiali, quando abbiamo carenza di certi ormoni li prendiamo anche qui dagli animali. Generalmente dai suini.

E quando abbiamo carenza dei peptidi di differenziazione? Al momento non ci sono prodotti specifici ma senz’altro il caviale è una buona risorsa. Tutto ciò che lo contiene o ne contiene estratti va verso la direzione di queste ricerche. 

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