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Con la Vitamina D gli anziani si riprendono più facilmente dopo l’intervento all’anca

Salute anziani

Un recente studio ha dimostrato che gli anziani che assumono vitamina D sono in grado di riprendersi meglio  dopo l’intervento all’anca e possono ricominciare a camminare più velocemente.

La frattura dell’anca è una delle lesioni più comuni negli anziani e soprattutto nelle donne perchè la carenza di vitamina D può favorire l’insorgenza di osteoporosi  (questo vale in particolare per le alterazioni ormonali legate alla menopausa).

L’età media della popolazione è in costante aumento e, conseguentemente, anche  il numero di potenziali fratture è destinato a crescere. Un recente studio ha rivelato che l’assunzione di Vitamina D potrebbe aiutare a limitare i danni. Vediamo come.

Lo studio

Uno studio multicentrico della School of Environmental and Biological Sciences della Rutgers University New Brunswick condotto negli Stati Uniti e in Canada su pazienti di età pari o superiore a 65 anni ha valutato l’effetto dei livelli di vitamina D sulla mobilità degli soggetti analizzati che hanno subito un intervento alle anche.

I risultati ottenuti hanno dimostrato che livelli di vitamina D superiori a 12 nanogrammi per millilitro sono direttamente collegati ad una maggiore velocità di deambulazione a 30 e 60 giorni dall’intervento

Lo studio ha anche evidenziato che l’alimentazione riveste un ruolo determinante. La carenza di vitamina D e la malnutrizione sono purtroppo frequenti nei pazienti anziani ricoverati a seguito di frattura dell’anca. Carenza di Vit. D e fratture sono eventi correlati e possono essere conseguenza di un’ alimentazione non corretta.

Anche Sue Shapses, principale autore dello studio e professoressa nel dipartimento di scienze nutrizionali, sottolinea come la carenza di vitamina D negli anziani potrebbe limitarne la mobilità, oltre ad avere effetti negativi su muscoli e capacità cognitive, e ne suggerisce l’assunzione di 10 mcg al giorno

Cos’è la vitamina D

La vitamina D è una vitamina liposolubile, viene quindi accumulata nel fegato e non è dunque necessario assumerla con regolarità, attraverso i cibi, dal momento che il corpo la rilascia a piccole dosi quando il suo utilizzo diventa necessario.

Purtroppo non viene assorbita facilmente dal nostro organismo; viene accumulata principalmente con l’esposizione ai raggi solari, ed è per questo motivo che bisognerebbe  esporsi spesso al sole senza applicare protezioni solari troppo alte. 

La giusta quantità 

Il fabbisogno giornaliero di vitamina D varia a seconda dell’età; in assenza di fattori di rischio è di 400 unità al giorno (10 mcg), ma le dosi possono variare e arrivare fino a 1.000 unità al giorno (25 mcg) in presenza di fattori di rischio o deficit. Come sempre vale la regola di rivolgersi al proprio medico di fiducia per valutare eventuali carenze e definire una terapia adeguata.

Fonti

https://academic.oup.com/ajcn/advance-article-abstract/doi/10.1093/ajcn/nqaa029/5740747?redirectedFrom=fulltext

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