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Alimentazione

La giusta alimentazione in menopausa

L’avvicinarsi della menopausa è fautrice di grandi cambiamenti, in primis dalla produzione mensile di ovuli in un tessuto ovarico ricco di follicoli, si passa ad uno stroma meno ricco di follicoli e con più tessuto connettivo, elaborando meno estrogeni e minor quantità di progesterone. Questo periodo della vita di una donna è chiamato “ premenopausa” ed i cicli che tendono sempre di più ad abbreviarsi sono frequentemente anovulatori.

Da ciò ne consegue una mancanza di produzione del corpo luteo e quindi meno progesterone il quale è il primo a diminuire con la conseguenza di uno sbilanciamento a favore degli estrogeni che caratterizza la prima fase della menopausa. Ciò condiziona anche la mucosa che riveste l’utero e che diventa più fragile e incline all’ispessimento e al sanguinamento.

In un secondo momento calano anche gli estrogeni… ma non del tutto, la loro produzione è vicariata da altri organi come per esempio le ghiandole surrenali che continuano a secernere ormoni steroidi come l’androstenedione, il testosterone, poi convertiti in estrone (una forma di estrogeno) a livello del tessuto adiposo e dei muscoli da un enzima che si chiama aromatasi. Questa produzione sostitutiva varia a seconda dei depositi di grasso e della massa muscolare. 

Una delle funzioni degli estrogeni è quella di immagazzinare l’energia proveniente dal cibo nel tessuto adiposo (metodo usato in ambiente zootecnico). Il progesterone invece aiuta la trasformazione del grasso in energia, quindi la ritenzione dei liquidi e l’aumento di peso in menopausa è fisiologico, va però contenuto.

E’ quindi possibile intervenire con l’alimentazione per ristabilire un quadro più armonioso? 

Premesso che il ciclo mestruale rappresenta anche un ottimo meccanismo naturale per smaltire gli acidi corporei come per esempio l’acido urico causato dall’elaborazione delle proteine animali, oppure l’acido acetico dal consumo di dolci e grassi, l’acido ossalico dal catabolismo del cacao o degli spinaci, l’acido tannico dal caffè nero o dal tè nero e così via. Viene da sé che un’alimentazione bilanciata e alcalinizzante è sicuramente molto indicata per aiutare l’organismo a tamponare e migliorare la situazione. 

L’assunzione di alcuni alimenti con caratteristiche fitoestrogene ed un’azione ormono-simile potrebbe aiutare a mitigare i disturbi della menopausa. Gli isoflavoni che si trovano principalmente nei legumi e i cui principi attivi sono la genisteina, la daidzeina, la biocanine e la formononetina, andranno utilizzati minimo 3 o 4 volte a settimana. 

La soia presenta un’alta concentrazione di isoflavoni e risulta, da alcune ricerche, che 45 mg di isoflavoni al dì possono migliorare l’equilibrio del sistema. Inoltre sono molto indicati semi oleosi, noci e mandorle. 

Anche il pesce azzurro ed il salmone con la presenza di omega 3 contribuiscono ad abbassare lo stato infiammatorio, senza farsi mancare alghe e cereali rigorosamente integrali. Sono invece da diminuire drasticamente alcool, dolciumi e zuccheri, grassi idrogenati (margarina) ed anche caffè e tè nero

E’ molto frequente che venga consigliato di aumentare l’uso di latte e latticini, ma ormai è conoscenza assodata che un abuso di tali alimenti può contribuire ad acidificare e a stimolare una infiammazione di basso grado per la presenza di un derivato della caseina la beta casomorfina, responsabile dell’insorgere di numerose patologie su base infiammatoria. 

Non dimentichiamo invece di assumere tutte le verdure a foglia verde ricchissime di clorofilla, magnesio, calcio ecc. per rimineralizzare e basificare l’intero organismo.

Qualche consiglio  

Al mattino a colazione utilizzare latte di soia biologico non zuccherato, una grande manciata di semi oleosi e frutti rossi (antiossidanti), uno yogurt magro o kefir con un cucchiaino di alga spirulina, un frutto di stagione e 2 fette biscottate integrali con cucchiaino di crema di anacardi.

A pranzo e a cena sono indicate piccole porzioni di cereali integrali ( grano saraceno, quinoa, amaranto, riso, orzo, avena, grano, farro) con legumi (piselli, fagiolini, lenticchie ecc..), una porzione di proteine del pesce oppure uova e abbondanti verdure sia crude che cotte condite con gomasio, limone e olio extra vergine di oliva. Il tofu può essere utilizzato come sostituto del formaggio. Importante è sempre mantenere un buon umore utilizzando uno spazio della giornata per se stesse con una gradevole attività fisica.

Fonti: 

“ALIMENTAZIONE E MENOPAUSA”  di Paolo Giordo

Naturopata
Naturopata ed esperta in riequilibrio alimentare con orientamento psicosomatico. Una sosta nella scienza ufficiale (scienze biologiche) le ha permesso di considerare l’uomo da un punto di vista microscopico. La passione per la natura, la filosofia e la psicologia di unire il microscopico con qualche cosa di più grande: il macrocosmo. È associata alla Federazione Italiana Naturopati Riza ed iscritta al Registro Regionali degli operatori in Biodiscipline Naturali. È specializzata anche in “strumentazione bioenergetica per la prevenzione e cura delle intolleranze alimentari con la tecnica EAV”, kinesiologia Applicata, Erboristeria Stagionale, Oligoelementi e Vitamine, Erboristeria/floriterapia, Tecnica Metamorfica e Tecnica di Theta Healing. Da anni scrive su un mensile distribuito localmente e conduce seminari e conferenze sull’uso consapevole dell’alimentazione e delle erbe come strumento di prevenzione e mantenimento della salute, partecipando ad eventi di informazione patrocinati dal consiglio di zona e diretti dall’istituto Don Gnocchi di Milano.

Riceve nel suo studio di Milano in via Terruggia 1.

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