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Memoria e concentrazione: ecco come difenderle durante lo smart working e la dad

Isolamento, tensione, solitudine, restrizioni e distanziamento sociale. Queste misure hanno portato, durante Covid-19, ad una vera e propria “sindrome della capanna”. Che si tratti di stress, dell’età che avanza, oppure dello smart working o della didattica a distanza (dad), cali di memoria e concentrazione hanno interessato un po’ tutti: dai più giovani ai più anziani mettendo a dura prova gli italiani.

Come mantenere la mente in salute?

Il primo passo è adottare una buona alimentazione e praticare una regolare attività sportiva. Spesso comunque si fa confusione tra memoria e concentrazione. Si tratta di concetti differenti, riguardanti le capacità della nostra mente.

La memoria è come un grande magazzino”, in cui l’individuo conserva ricordi di esperienze passate. Le stesse che può riutilizzare per affrontare situazioni presenti o future. La memoria non è passiva e statica: è una continua ricostruzione di rappresentazioni relative al mondo in cui il soggetto vive e agisce. Una nuova informazione si aggiunge a informazioni precedenti, come un codice che la memoria riconosce. La memoria è come un enorme “archivio” che contiene un numero illimitato di ricordi: tutte le conoscenze apprese nel corso della vita. Parlando di apprendimento e di dad, dove gli studenti devono avvalersi di strumenti on line per poter seguire le lezioni, importante è mantenere alto il livello di attenzione e di memoria. Va anche sottolineato che l’adolescenza è uno dei periodi della vita più a rischio di solitudine e la pandemia l’ha accentuata. Un “digiuno sociale” quello della didattica a distanza che incide anche sulla memoria. Va anche ricordato che esperienze psichiche traumatiche e sconvolgenti possono ridurre nel complesso la memoria, poiché sembra che inducano un ipofunzionamento cerebrale influenzato dagli ormoni dello stress.

La concentrazione, consiste nel fissare il pensiero su un determinato oggetto o su un’azione. È un processo innescato dalla mente e ha a che fare con la volontà del soggetto. È mediata dalle aree frontali del cervello e può essere correlata alla memoria di lavoro. Può succedere di avere vuoti di memoria consistenti, con l’impossibilità o la difficoltà di ricordare totalmente o parzialmente eventi più o meno recenti. Amnesie momentanee possono essere causate da vari fattori come stress eccessivo e problemi di insonnia, assunzione eccessiva di alcol, abuso di fumo, disturbi dell’umore, come depressione, paranoia, schizofrenia, ansia anche verso il proprio stato di salute, solo per citarne alcuni. Situazioni che svolgendo il lavoro in smart working ha inevitabilmente portato l’individuo a un contesto dove la gestione del tempo e la capacità di concentrazione e memoria hanno ricoperto un ruolo più che mai centrale per poter rispettare impegni, scadenze per mantenere la produttività.

Gli alimenti che migliorano la memoria

Ci son diversi cibi che, inseriti all’interno della dieta, fanno bene alle capacità mnemoniche, come:

– l’avocado, ricco di grassi monoinsaturi, toccasana per le potenzialità cognitive. Contiene anche Vitamina K e Acido Folico, consigliati in caso di scarsa concentrazione;

i mirtilli ricchi in Vitamina C, migliorano la memoria

– le noci, scrigno di vitamine, minerali e acidi grassi; Ideali per la prima colazione o come snack.

– i broccoli con proprietà analoghe alle vitamine del gruppo B, così come i cavolini di Bruxelles, ravanelli, cime di rapa, crescione e cavolfiore;

– i pomodori esercitano azione antinfiammatoria. L’alto apporto di licopene incentiva la memoria a breve e lungo termine e combatte i radicali liberi;

sedano, alimento ipocalorico, ricco di potassio, Vitamina A e polisaccaridi, sono alleati della mente. Indicati nelle stagioni più calde o come contorno in autunno e inverno aiutano la digestione, e ostacolano l’insorgere di demenza;

– i semi di zucca non salati, fonti di zinco sostengono le attività cerebrali;

cioccolato fondente, che conserva la memoria, sostiene in caso di insonnia e ritarda l’invecchiamento, fungendo da antietà;

olio extravergine di oliva che, grazie al contenuto di polifenoli, stimola l’apprendimento;

il salmone con Omega 3 rende la mente più lucida e concentrata, agendo sul sistema nervoso centrale;

le uova, alla base del benessere psicologico e non solo, soprattutto per chi fa sport e necessita di ampie quantità di proteine buone.

Ma non è tutto…

Tonici mentali per il rinforzo della memoria per contrastare gli effetti dello smart working e la didattica a distanza, sono il the verde, il coenzima Q-10 e il selenio.

Corpo e mente sono legati a doppio filo quando si tratta di buona salute

L’esercizio fisico, dallo sport in palestra alla semplice camminata giornaliera di 30 minuti, aiutano a migliorare le prestazioni del cervello, a cominciare dalla capacità di concentrazione. L’esercizio aerobico, quello cioè che aumenta la frequenza cardiaca attivando il metabolismo e bruciando calorie, aumenta anche le dimensioni dell’ippocampo, la parte del cervello che controlla l’apprendimento e la memoria verbale.

Allenarsi sviluppa la capacità mnemonica

L’esercizio fisico è un toccasana soprattutto per gli studenti sottoposti alla dad, che possono approfittare di una pausa dallo studio per una corsa di mezz’ora e poi tornare sui libri più concentrati di prima. Va sottolineato che l’attività fisica ad inizio giornata dà il boost (spinta), di energia necessario per affrontare ogni impegno, anche mentale, soprattutto per gli studenti o per chi svolge un lavoro che richiede una lunga applicazione di memoria in modo particolare se in smart working.

Fonti

https://guna.com/it/guna-lifestyle/essere-multitasking-perche-e-controproducente/

Giornalista
Giornalista con una lunga presenza sulle pagine di Selezione dal Reader’s Digest e su altri media dove ha scritto di Salute, Benessere e Bellezza curando, oltre gli argomenti principali, tutte le “sezioni tematiche” e gli “speciali” dedicati.

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