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Nella placenta le cause della schizofrenia, e forse anche dell’autismo

Le cause esatte della schizofrenia sono velate dal mistero, ma gli scienziati hanno cercato di capire se potesse svilupparsi durante la gravidanza. Ora un nuovo ed importante studio ha indicato la placenta della mamma come un elemento chiave in cui guardare.

Gli scienziati hanno a lungo ipotizzato che la schizofrenia potesse essere un disordine dello sviluppo neurologico causato durante la gravidanza o poco dopo la nascita, ma non è mai stato chiaro in che modo potesse avvenire.

Alcuni studi suggeriscono che il disturbo potrebbe essere di origine genetica nell’80% dei casi. Altri hanno tuttavia scoperto che le complicazioni nella prima infanzia possono aumentare di due volte il rischio di sviluppare schizofrenia. Tutti questi studi hanno così nutrito un forte dibattito sulle cause tra naturali/genetiche o cause esterne/sociali.

Questa nuova ricerca rivela che durante alcune gravidanze complicate, quando ad esempio una donna sviluppa un virus, all’interno della placenta materna vengono attivati determinati geni legati alla schizofrenia alterando così lo sviluppo del cervello del feto.

“Per la prima volta, abbiamo trovato una spiegazione sulla connessione tra le complicazioni nelle prime fasi della vita, il rischio genetico e il loro impatto sulla malattia mentale e tutto converge verso la placenta”, ha spiegato Daniel Weinberger, neurobiologo presso il Lieber Institute for Brain Development (LIBD) .


Uno studio che ha visto coinvolte quasi 3.700 persone

Usando test genetici e informazioni sulla storia ostetrica di un gruppo eterogeneo di circa 3.700 adulti, 2.038 dei quali soffrivano di schizofrenia, i ricercatori hanno scoperto una significativa interazione tra natura e fattori nutrizionali all’interno della placenta.

I risultati suggeriscono che una combinazione di alto rischio genetico e gravi complicazioni della gravidanza può aumentare la probabilità di sviluppare la schizofrenia di cinque volte rispetto a quelli che hanno solo un alto rischio genetico.

I ricercatori hanno quindi esaminato diversi campioni di placenta con lo scopo di analizzare quelle provenienti da gravidanze complicate dovute a problemi quali la pressione sanguigna materna pericolosamente alta, il parto prematuro o i parti cesarei di emergenza.

Come si modifica la placenta durante un parto complicato

I risultati sono stati sorprendenti. Nelle placente provenienti da gravidanze complicate, i geni legati alla schizofrenia erano effettivamente accesi. E, ancor più interessante, più geni venivano attivati, più la placenta mostrava segni di sofferenza, come l’infiammazione.

Inoltre, lo studio ha scoperto che nelle placente della prole maschio i geni che venivano attivati erano molto più abbondanti, suggerendo che anche il sesso del bambino ha un ruolo in questo caso.

“I risultati sorprendenti di questo studio fanno della placenta il fulcro di un nuovo regno di indagini biologiche legate al modo in cui i geni e l’ambiente interagiscono per alterare la linea dello sviluppo del cervello umano”, ha affermato Weinberger.

È un “nuovo regno” perché anche se la placenta è un organo cruciale in gravidanza, è anche uno dei più trascurati dagli scienziati. In effetti, la placenta è l’unico organo rimosso dal corpo che non viene mai esaminato di routine.

Schizofrenia e placenta: un collegamento inatteso

Il nuovo studio, ha così scoperto che un terzo dei geni associati alla schizofrenia sono espressi nella placenta.

Gli esperti ancora non sanno esattamente cosa ci fanno questi geni nella placenta, è però possibile che possano giocare un ruolo chiave nell’influenzare altri disordini dello sviluppo neurologico come l‘ADHD, la sindrome di Tourette e l’autismo.

“La placenta è l’anello mancante tra i fattori di rischio materni che complicano le gravidanze e lo sviluppo del cervello fetale con l’emergere di disturbi del comportamento dello sviluppo”, ha spiegato Weinberger in un’intervista rilasciata a Scientific American.

Fonte

Se questa ricerca troverà ulteriori conferme, sarà forse un giorno possibile prevedere con maggiore precisione chi è maggiormente a rischio di sviluppare disturbi simili.

https://www.nature.com/articles/s41591-018-0021-y

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