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Parto cesareo…e le cicatrici?

Naturale o cesareo, il parto è un momento magico che ci riempie di gioia e di orgoglio in modo indescrivibile. Finalmente possiamo vedere i lineamenti del bimbo che abbiamo immaginato per nove mesi. Finalmente possiamo toccarlo e in quel momento ci rendiamo davvero conto di avergli fatto un dono enorme : la vita.

Gli ultimi mesi della gravidanza sono i più intensi perché cominciamo a pensare a come sarà il momento del parto, quando avremo le prime contrazioni, se sarà doloroso e più la data presunta si avvicina, più diventiamo ansiose.

A volte, però, il parto naturale si presenta rischioso per il bimbo o per la mamma o per entrambi. Si procede quindi all’esecuzione di un parto cesareo, a volte anche programmato.

Niente paura il parto cesareo ha una lunga storia alle spalle.

Un po’ di storia

Etimologicamente il termine “cesareo” deriva dalla crasi tra il termine latino “caesum” (tagliare) ed il nome “Cesare”, in quanto come si evince dagli scritti di Plinio il Vecchio, Cesare sarebbe nato da parto cesareo.

Fino al 1700 il taglio cesareo veniva praticato su donna morta, perché in conformità alla dottrina cattolica, si riteneva che procedere con un parto cesareo equivaleva a sopprimere consapevolmente la vita della partoriente, dal momento che la medicina non era in grado di salvarla dalle inevitabili complicazioni post partum.

E’ solo dopo il 1700 che l’operazione comincia a perdere la sua connotazione religiosa e a diventare solo medica; le donne vengono operate allo scopo di salvare la loro vita e quella del nascituro.

La svolta nella storia del parto cesareo si ha grazie agli studi dell’ostetrico Edoardo Porro e al suo intervento di urgenza su una donna affetta da rachitismo. Egli riuscì in condizioni difficilissime a salvare sia la donna che la bambina. Fu una vera rivoluzione nel campo dell’ostetricia perché innescò l’idea che, in quel tipo di chirurgia, si potesse progredire salvando entrambi gli attori del parto.

La cicatrice da taglio cesareo

Per molte mamme la cicatrice che resta dopo un parto cesareo è il “sorriso più bello del mondo”. La sua forma ricorda proprio una bocca sorridente. Ma attenzione, la cicatrice non va trascurata, altrimenti può portare ad una serie di disturbi.

Innanzitutto è importante tenere coperto e pulito il taglio fino alla rimozione dei punti di sutura ed evitare sforzi per i primi 40 giorni.

Dopo circa sei settimane dal parto la ferita dovrebbe essere guarita, ma il rossore potrebbe persistere per mesi. Una volta cicatrizzata la ferita possiamo finalmente prendercene cura.

Prendiamocene cura subito

La cicatrice da taglio cesareo può essere esteticamente gradevole a patto, però, che si parta subito a curarla quando il taglio è ancora fresco. Innanzitutto bisogna aiutare i tessuti a rigenerarsi utilizzando creme e pomate che vanno mantenute sulla pelle anche di notte. La loro funzione emolliente ed idratante eviterà la formazione di cheloidi.

Se la nostra cicatrice è ancora giovane durante l’estate, è assolutamente consigliabile proteggerla dalle radiazioni solari tenendola coperta o utilizzando creme ad alta protezione. 

Per la cura della cicatrice gioca un ruolo importante anche l’alimentazione che deve essere ricca di frutta e verdura. In questo modo assicuriamo alla nostra pelle il corretto fabbisogno di vitamine, che hanno un ruolo fondamentale nel processo di rigenerazione dei tessuti.

Cicatrice da taglio cesareo e disturbi posturali

Quando si parla di cicatrice da taglio cesareo si pensa quasi esclusivamente ad un problema estetico, ma una delle conseguenze più fastidiose sono i disturbi posturali e vertebrali che questa cicatrice porta con sé.

Vediamo come mai accade e soprattutto come porvi rimedio.

Modificazioni interne

Il taglio cesareo determina non solo un taglio delle strutture in sé, ma anche un processo di cicatrizzazione dei tessuti; è proprio questo processo a creare il problema posturale.

Durante i controlli ecografici che vengono effettuati dopo il parto cesareo, si evidenzia spesso un ispessimento del tessuto fasciale o “fascia”.

La fascia è un tessuto poco noto del nostro corpo ed è uno dei principali recettori ed organizzatori del sistema tonico posturale.

L’ispessimento della fascia dovuto alla cicatrizzazione causa una ridotta capacità di movimento della fascia stessa con un malfunzionamento dei muscoli in essa contenuti (muscoli addominali).

La stabilità della nostra postura è determinata dall’azione sinergica dei muscoli addominali e dei muscoli dorsali. Se questa sinergia viene meno perché, come in questo caso, i muscoli del dorso sono più efficienti di quelli dell’addome, possiamo assistere ad un’alterazione della biomeccanica della zona lombare.

Il bacino si muove male e le strutture vanno in tensioni anormali. Inoltre le aderenze cicatriziali che si possono creare, contribuiscono a favorire ulteriormente una rigidità della regione lombare e del bacino. La sensazione che si avrà sarà quella di una schiena rigida; il dolore potrà comparire sia a fare dei movimenti specifici, sia a riposo, come in posizione sdraiata o seduta.

Come comportarsi per evitare queste problematiche?

Sarà sufficiente iniziare fin da subito un percorso riabilitativo post parto cesareo, costituito da tre punti essenziali.

– Fare esercizi per il ripristino del tono, del trofismo e della forza dei gruppi muscolari interessati dal cesareo, partendo dalla contrazione isometrica per arrivare gradatamente a quella eccentrica.

– Fare esercizi per il ripristino della propriocezione del bacino e del rachide, soprattutto della sua parte lombare.

– Fare manovre di mobilizzazione del tessuto connettivo cicatriziale, della fascia e dei visceri, per garantirne una corretta ripresa della mobilità e motilità.

Ascoltiamo il nostro corpo

I dolori legati ai problemi posturali che abbiamo descritto possono anche non comparire subito, a volte prima che si manifestino possono passare mesi o addirittura anche due anni dal parto.

Quindi, se abbiamo vissuto questa avventura e cominciamo ad avvertire dei dolori alla zona lombare, dei disturbi al bacino e alle anche, dolori cervicali associati a cefalea o qualche sciatalgia, rivolgiamoci subito ad uno specialista.

Fonti:

https://guna.com/it/wp-content/uploads/sites/5/99-6-1.pdf

https://www.alessandrolivistudiomedico.it/alle-origini-del-taglio-cesareo/

http://www.osteopatasicilia.it/perche-la-cicatrice-da-parto-cesareo-puo-causare-lombalgia/

https://www.med4.care/cicatrice-taglio-cesareo-disturbi-posturali-vertebrali/

Laureata in Lettere, freelance
Laureata in Lettere, freelance.

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