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Bimbi

Il pianto dei bambini accende il cervello delle loro mamme

Sentire il proprio bambino piangere innesca una reazione cerebrale che porta tutte mamme a comportarsi nello stesso modo.

Questo è ciò che è emerso da uno studio condotto dai ricercatori dell’Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development (NICHD), con lo scopo di indagare le basi neurobiologiche della risposta delle madri al pianto del loro bebè.

Comportamento materno

In una prima fase dello studio sono state coinvolte 684 madri provenienti da 11 paesi differenti, con l’obiettivo di rappresentare un’ampia varietà culturale: le candidate provenivano da Argentina, Belgio, Brasile, Cameroon, Francia, Israele, Italia, Giappone, Kenia, Sud Corea e Stati Uniti.

Gli studiosi hanno analizzato e registrato il modo in cui queste mamme interagivano con il loro bambino, esaminando segni d’affetto, di distrazione, di dialogo e di accudimento (nutrimento e cambio del pannolino).

Alla fine di questa prima fase, di tutte le azioni studiate, due in particolare risultavano più frequenti e immediate: al piangere dei neonati, le mamme li prendevano subito in braccio e gli parlavano dolcemente cercando di calmarli.

Cosa succede al cervello della mamma?

Il fatto che questo tipo di atteggiamento potesse essere generalizzato a tutte le donne con diverse culture, spinse i ricercatori a ipotizzare l’esistenza di alcuni meccanismi di risposta di tipo cerebrale.

In una seconda fase dello studio fu quindi chiesto a 43 madri di tre culture differenti di sottoporsi ad una risonanza magnetica mentre ascoltavano il pianto del proprio bambino e altri rumori.

L’analisi ha rilevato una maggiore attività cerebrale nelle aree legate al controllo motorio e alla produzione del linguaggio, al processo di stimolazione uditiva e del fornire cure.

La mamma è sempre la mamma

Il pianto del proprio piccolo innesca dunque in ogni mamma una sorta di istinto primordiale che la spinge a proteggerlo. La risposta di una mamma, indipendentemente dalle sue origini, è sempre la stessa: cullare il proprio piccolo e sussurrargli parole dolci per farlo tranquillizzare.

L’esperimento inoltre è stato ripetuto su varie donne con esperienze diverse, dalle neo mamme a quelle con figli più grandi, ma i dati raccolti sono rimasti sempre gli stessi. La risposta cerebrale alle urla del proprio bebè sembra quindi essere una caratteristica innata del sesso femminile.

Fonte:

http://www.pnas.org/content/early/2017/10/17/1712022114

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