Cavolfiori per la lotta al tumore alla prostata

Cavolfiori per la lotta al tumore alla prostata

I cavoli sono alimenti preziosi per il loro contenuto di potassio, calcio, fosforo, ferro, acido folico, vitamina C e per il loro contenuto di principi attivi anticancro, antibatterici, antinfiammatori, antiossidanti, antiscorbuto. Sono depurativi, rimineralizzanti e favoriscono la rigenerazione dei tessuti.

Chi segue un’alimentazione ricca di cavoletti di Bruxelles, cavolfiori, broccoli e cavoli presenta il 49% di possibilità in meno di ammalarsi. Questo sarebbe dovuto alla presenza di antiossidanti in grado di contrastare l’azione degenerativa dei radicali liberi.

Il cavolfiore in particolare ha ottime proprietà, ma per trarne beneficio occorre mangiarlo 2-3 volte a settimana.

In questo articolo ci soffermeremo però su quanto hanno scoperto alcuni ricercatori Americani : una molecola contenuta nei cavolfiori, il sulforafano, potrebbe rappresentare una nuova strategia per la cura del cancro alla prostata. Sarebbe infatti in grado di eliminare le cellule tumorali e pretumorali in modo mirato, lasciando intatte le cellule del tessuto sano.

Lo studio

La scoperta, pubblicata sulla rivista Molecular Nutrition and Food Research, è stata realizzata dagli scienziati del Linus Pauling Institute dell’Oregon State University (Usa) capitanati da Emily Ho.

Durante lo studio l’equipe ha trattato con il sulforafano cellule epiteliali della prostata osservando come la molecola agisca selettivamente sulle cellule cancerogene e precancerogene, distruggendole, lasciando invece intatte quelle sane.

Il sulforafano, spiegano i ricercatori, è infatti capace di riconoscere le cellule “anomale” e funziona su di esse come inibitore degli enzimi istone acetilasi, proteine in grado di legarsi al Dna modificando l’espressione di geni, tra cui quelli coinvolti nell’insorgenza dei tumori.

L’importanza di questa sostanza come agente chemioterapico era nota da tempo” – spiega Ho – “ma è la prima volta che si osserva la sua capacità di agire selettivamente solo sulle cellule cancerogene lasciando intatto il tessuto circostante”.

Risultati questi, che, insieme a quelli di studi precedenti condotti su topi sottoposti a una dieta ricca di sulforafano, mettono in evidenza l’importanza di alcuni cibi nella prevenzione del cancro. Alimenti, spiegano i ricercatori, economici, salutari e facili da reperire.

Il cavolfiore al mercato

Prima di comprarlo verifichiamo che sia ben chiuso, compatto, con l’infiorescenza soda e senza macchie. Le foglie esterne devono essere croccanti e aderenti alla testa.

Un fiore sodo e compatto, con le cimette ben chiuse, è indice di freschezza; la superficie leggermente annerita è sintomo di una cattiva e prolungata conservazione.

Il cavolfiore è infatti un ortaggio delicato, che si deteriora facilmente.

In cucina

I cavolfiori vengono in genere bolliti o cotti a vapore, gratinati, trasformati in mousse, utilizzati come condimento per la pasta o ingrediente per minestre.

Se particolarmente freschi e teneri, si possono consumare anche crudi.

I tempi di cottura variano:

intero 20-25 minuti

se suddivisi in cimette il tempo di cottura e si riduce a 10-12 minuti

Un’idea in più: prova a spadellarli con del petto di pollo a cubetti, un goccio di panna o latte e una spolverata di curry!

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Redazione Sanifutura

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