Demenza: non solo Alzheimer

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L'alluminio potrebbe causare l’Alzheimer

Le demenze rappresentano una patologia di enorme impatto mondiale, sia sociale che economico. Nel 2019 60 milioni di persone nel mondo sono risultate affette da una forma di demenza, con una stima per il 2050 di 152 milioni. 

Demenza è un termine che si riferisce a un particolare gruppo di sintomi quali difficoltà di memoria, di linguaggio, di risoluzione di problemi e di altre capacità che alla fine impediscono al paziente di condurre una vita normale.

Le principali forme di demenza sono

  • La malattia di Alzheimer
       
  • La malattia cerebrovascolare
       
  • La malattia a corpi di Lewy
       
  • La demenza frontotemporale
       
  • Il morbo di Parkinson
       
  • La demenza da sclerosi dell’ippocampo
       
  • La demenza mista

La malattia di Alzheimer

La malattia di Alzheimer è la forma più comune di demenza (60-80% dei casi), colpisce maggiormente le donne oltre i 65 anni e non c’è una sola causa, ma vari fattori di rischio, alcuni modificabili e altri no.

Fattori non modificabili:

  • Età maggiore di 65 anni
       
  • Fattori genetici
       
  • Familiarità    

Fattori modificabili:

  • Fumo
       
  • Obesità
       
  • Scarsa attività fisica
       
  • Scarsi rapporti sociali    
       
  • Eccessivo consumo di alcool
       
  • Traumi cerebrali

Ridurre i fattori di rischio modificabili può diminuire significativamente la probabilità di andare incontro alla demenza.

Le cellule del cervello, chiamate neuroni, strettamente interconnesse tra di loro, sono la base di tutti i processi della vita umana, da quelli cognitivi a quelli motori: la memoria, i pensieri, le sensazioni, le emozioni, i movimenti e le abilità dell’uomo sono sotto la regia di queste cellule.

Nell’Alzheimer il deposito anomalo di una proteina (chiamata beta amiloide) all’esterno dei neuroni e di un’altra proteina (Tau) all’interno, porta a una degenerazione cellulare e a una riduzione delle comunicazioni tra cellule. La successiva attivazione di processi infiammatori porta a una distruzione progressiva dei neuroni e allo sviluppo della malattia. Questi processi iniziano molto prima della comparsa dei sintomi (che si manifestano dopo i 65 anni), che possono essere così riassunti:

Sintomi precoci:

  • riduzione della memoria a breve termine con difficoltà a ricordare nomi e eventi
       
  • apatia
       
  • depressione

Sintomi tardivi:

  • difficoltà di comunicazione
       
  • disorientamento
       
  • confusione
       
  • modificazioni del carattere    
       
  • impossibilità a parlare, deglutire e camminare

La diagnosi può essere sospettata eseguendo la PET (tomografia a emissione di positroni) che dimostra sia livelli elevati di amiloide che riduzione del consumo di ossigeno da parte delle cellule cerebrali, e l’analisi del liquor, dove i livelli di amiloide sono nettamente aumentati. Spesso queste anomalie strumentali precedono l’esordio clinico anche di alcuni anni.

La malattia cerebrovascolare

La malattia cerebrovascolare è caratterizzata dal danneggiamento dei vasi del cervello che impedisce all’ossigeno di arrivare in quantità sufficiente; i sintomi più comuni, oltre alla riduzione della memoria, sono difficoltà di giudizio o incapacità di prendere decisioni.

Spesso coesistono difficoltà ai movimenti e vertigini, ma possono intervenire sintomi più specifici se sono coinvolte aree particolari del cervello.

La malattia a corpi di Lewy 

La malattia a corpi di Lewy è causata da aggregati di particolari proteine anomale all’interno dei neuroni.

Quando interessano i neuroni della corteccia, la parte più evoluta del cervello, iniziano i sintomi: disturbi del sonno, allucinazioni e disorientamento spaziale. Solo il 5% dei pazienti affetti da demenza hanno la variante pura a corpi di Lewy, mentre nella maggior parte dei casi coesiste anche l’Alzheimer, e quindi i sintomi sono comuni a entrambe le forme.

La demenza frontotemporale

La demenza frontotemporale è caratterizzata da importanti cambiamenti della personalità e del comportamento, con difficoltà di espressione e comprensione.

A differenza dell’Alzheimer la memoria nelle fasi iniziali è normale.

Sono colpiti i neuroni della regione frontale e temporale del cervello, che vanno incontro a atrofia, mentre la corteccia sovrastante diventa spugnosa.

L’età di esordio è minore rispetto alle altre forme di demenza: circa il 60% dei pazienti è tra i 45 e i 60 anni.

La demenza nel morbo di Parkinson 

La demenza nel morbo di Parkinson compare più spesso nelle fasi avanzate della malattia.

I depositi di proteina patologica appaiono nelle profondità del cervello, in una zona chiamata sostanza nera che produce la dopamina: quando i depositi raggiungono la corteccia iniziano i sintomi tipici della demenza, simili a quelli dell’Alzheimer.

La demenza da sclerosi dell’ippocampo

La demenza da sclerosi dell’ippocampo è caratterizzata da una profonda alterazione della memoria, in quanto l’ippocampo è deputato ai processi della sua formazione.

Di solito colpisce pazienti di età superiore a 85 anni.

Demenza mista

Quando un paziente mostra sintomi comuni a più forme di demenza può essere affetto da demenza mista, più comune di quanto si immagini, che di solito compare oltre gli 85 anni di età.

Attualmente non c’è una cura efficace

I farmaci disponibili sono solo in grado di rallentare il processo evolutivo.

E’ comunque essenziale, oltre alla terapia farmacologica, supportare il paziente con sedute di allenamento mnemonico utilizzando preferibilmente il computer, ascolto di musica con tentativi di memorizzazione, e l’uso di supporti visivi o uditivi per favorire la qualità del sonno.

L’impatto economico delle varie forme di demenza sulla società è enorme, sia per il costo delle terapie farmacologiche sia per quello dei cosiddetti caregiver, cioè il personale familiare o extra-familiare impegnato nella gestione dei pazienti.

Vi è inoltre il costo delle strutture specializzate per accogliere questi malati, sempre più numerosi visto l’aumento dell’età media della popolazione.

È quindi urgente sviluppare un’organizzazione medica e paramedica specializzata e preparata adeguatamente per affrontare le future esigenze di questi pazienti.

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Ines Salberini

Ines Salberini

Specialista in Medicina Interna, Allergologia e Immunologia Clinica, Medicina del Lavoro e Psicoterapia
Ines Salberini

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