Dieta vegetariana: i benefici per la salute

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Dieta vegetariana: i benefici per la salute

Ecco spiegati i benefici per la salute della dieta vegetariana, le principali differenze con quella vegana e le alternative possibili nel caso sia difficile seguire questo tipo di regime alimentare.

Negli ultimi anni la dieta vegetariana ha attirato l’attenzione della comunità scientifica in seguito alla realizzazione di alcuni studi che ne suggeriscono potenziali benefici su indice di massa corporea, ipertensione, eventi coronarici, alcuni tipi di cancro e aspettativa di vita.

Ma un altro motivo per prendere in seria considerazione queste diete è il crescente seguito che hanno tra gli italiani. Secondo l’Unione Vegetariana Europea, l’Italia (insieme con la Germania) ha il più alto tasso di vegetarianismo nell’Unione Europea e che il trend è in aumento rispetto al 6.5% nel 2014 e al  5.7% nel 2015, raggiungendo il 7.1% nel  2016.

Dieta vegetariana: i benefici per la salute

Una dieta a base di alimenti vegetali apporta in genere meno calorie rispetto alla “dieta occidentale”, prevenendo il sovrappeso e l’obesità. L’esclusione della carne dalla dieta riduce l’apporto di grassi saturi, con effetti positivi sul profilo lipidico e sul rischio cardiovascolare. Infine, un elevato consumo di alimenti vegetali incrementa l’introito di fibra che aumenta il senso di sazietà, previene l’incremento del peso corporeo, riduce l’indice glicemico della dieta, e apporta composti bioattivi con proprietà antiossidante e preventiva dei tumori.

  • Diabete: sono numerosi, inoltre, gli studi che hanno riportato un effetto protettivo della dieta vegetariana nei confronti dello sviluppo del diabete di tipo 2
  • Salute cardiovascolare: diversi studi hanno dimostrato che la prevalenza di ipertensione è più bassa nei vegetariani rispetto agli onnivori. Valutando l’impatto della dieta vegetariana sui livelli di colesterolo, è stato dimostrato che il “cocktail” più efficace per ridurre il colesterolo “cattivo” (Ldl) è la dieta vegetariana associata al consumo di frutta a guscio, soia e/o fibre, seguito dalle dieta vegana e ovo-latto vegetariana. Questa dieta riduce del 35% il colesterolo Ldl, un effetto simile a quello ottenuto con le statine.

Dieta vegana: quali le differenze con quella vegetariana?

Dieta vegetariana: si basa sul consumo di cereali, legumi, frutta, verdura, frutta a guscio, soia ed esclude il consumo di carne. Pesce, latte e derivati e uova possono essere inclusi o meno, dando luogo ad una serie di varianti (dieta pesco-vegetariana; dieta latto-ovo-vegetariana; dieta latto-vegetariana).

Dieta vegana: esclude tutti gli alimenti di origine animale (carne, pesce, uova, latte e derivati).

Come spiegato, le diete vegetariane si associano ad un minor rischio di malattie cronico-degenerative, ma la posizione delle società scientifiche di nutrizione circa l’adeguatezza nutrizionale della dieta vegana è piuttosto contrastante perché questa dieta è carente in alcuni macro-micronutrienti: omega-3, calcio (nei vegani) vitamina D, vitamina B12. La dieta vegana, dunque, seppur presenti la maggior parte dei benefici associati a quella vegetarianadeve essere supplementata con Calcio, Vitamina D e Vitamina B12.

Nei vegetariani, invece, una dieta ben pianificata e contenente verdura, frutta, cereali integrali, legumi, frutta a guscio e semi oleosi può essere adeguata dal punto di vista nutrizionale

Dieta vegetariana: va bene per tutti?

In generale sì, ma rappresenta comunque un pattern dietetico considerato “estremo”, che non tutti possono facilmente seguire e a cui bisogna aderire con attenzione, sempre nel rispetto del proprio corpo e dei nutrienti di cui ha bisogno.  

Esiste un’alternativa più “palatabile”, il popolare pattern dietetico seguito per secoli in diversi paesi dell’area mediterranea. Si tratta della Dieta Mediterranea che, caratterizzata da un basso contenuto di grassi saturi, è moderatamente ricca in grassi monoinsaturi e molto ricca di fibre e che, quando ristretta in calorie, si è mostrata egualmente efficace nell’indurre un calo di peso sostenuto (−4.4 kg dopo 2 anni). La dieta mediterranea inoltre, in modo simile alle diete vegetariane, migliora la glicemia a digiuno e la sensibilità insulinica.

Fonte:
saluteuropa.org

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