Curare con l’epigenetica: la nuova frontiera della medicina che ci permetterà di vivere più sani e più a lungo

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L'alchimia della guarigione: trasformare le ferite in pelle

La Grecia conquistata dai romani ha conquistato il suo selvaggio vincitore, con questa frase Orazio esprimeva un concetto molto simile a quello legato alle nuove strategie di cura che si basano sull’epigenetica: si può sconfiggere il nemico semplicemente riprogrammando la sua mente.

Così come i greci, senza armi, conquistarono i romani con la loro cultura così le terapie epigeneriche, senza armi,  puntano a riprogrammare le cellule malate con le informazioni biologiche.

Dietro questo concetto ovviamente ci sono meccanismi biologici complessi e oltre 40 anni di ricerche. La novità è che oggi iniziano ad essere a disposizione delle soluzioni pratiche per i pazienti.

Abbiamo incontrato il Dott. Stefano Ciaurelli, biologo molecolare, ricercatore specializzato in nutrigenetica, membro ARTOI e membro SIO (Society Integrative Oncology).

Il Dott. Ciaurelli è  direttore scientifico della rete di  centri VITA365 presenti sul nostro territorio nazionale. Oggi VITA365  vanta un autorevole comitato scientifico composto da moltissimi ricercatori di fama mondiale, come  il professor Pier Mario Biava. Quest’ultimo insieme a tutto il  comparto scientifico di VITA365ha ideato e formato un’equipe e dei protocolli integrati, specifici per il supporto a pazienti affetti da neoplasie e malattie degenerative, ma anche in chiave preventiva e anti invecchiamento.

La proposta clinica di VITA365, ad oggi è di fatto  unica, in quanto nei protocolli convergono i dati scientifici più aggiornati. Inoltre, attraverso l’attività di ricerca, viene costantemente garantito l’aggiornamento degli stessi  Protocolli.

Dott. Ciaurelli, in cosa consiste il vostro protocollo di trattamenti epigenetici?

Intanto vorrei spiegare cosa è l’epigenetica e in quale direzione stanno andando le ricerche.

Uno dei più chiari esempi lo ha fornito un grande ricercatore italiano, il Dott. Biava, che già negli anni ’80 intuì come le cellule tumorali potevano essere riprogrammate attraverso una rete di segnali molecolari, la stessa rete di segnali utilizzata dagli embrioni per svilupparsi.

Si tratta quindi di regolare l’espressione del DNA e guidare lo sviluppo delle cellule. L’epigenetica è la scienza che studia i meccanismi che guidano questa espressione del DNA. Per fare un esempio è un po’ come avere un pianoforte con i suoi tasti, i geni, e lo spartito che si vuole suonare. L’epigenetica è lo spartito che a parità di tasti può suonare una musica piuttosto che un’altra.

Come ha cominciato a occuparsi di queste ricerche?

Come spesso succede nel nostro mondo, ho incontrato il Dott. Biava ad un congresso internazionale. In quell’occasione il Dott. Biava presentò le sue ricerche sulla riprogrammazione cellulare, un tema legato all’epigenetica, ambito nel quale già da anni anch’io mi occupavo. Da li piano, piano si è sviluppata una collaborazione scientifica che mira ad integrare tutte le competenze scientifiche ad oggi disponibili nell’epigenetica sia in ambito di ricerca ma anche di applicazione clinica.

Da questo lavoro ne è derivato un protocollo integrato per il trattamento dei pazienti oncologici, dei pazienti con problemi degenerativi e più in generale per i pazienti in salute che intendono prevenire i danni da invecchiamento.

Nel concreto quindi in cosa consiste il vostro metodo?

Abbiamo messo a punto una serie di protocolli che vanno ad agire su tutti quei meccanismi cellulari che di fatto determinano il destino della cellula. Ad esempio l’infiammazione.

Se una cellula “vive” in un ambiente infiammato questa va progressivamente a deteriorarsi, si attivano dei meccanismi a livello dei mitocondri che sballano il metabolismo e, a causa di questo squilibrio, gli stessi geni vengono regolati in modo diverso, favorendo l’insorgenza di comportamenti patologici che possono portare anche al cancro.

Non entro nei dettagli tecnici per non annoiare ma vi faccio un esempio per capire meglio: si immagini una persona che vive in un appartamento sporco, umido, con muffe, senza riscaldamento. E’ evidente che chi vive li dentro è soggetto costantemente a stimoli negativi che lo indeboliscono e fanno ammalare. Io posso fare due cose, o curo le malattie mano a mano che si presentano, oppure rimetto a nuovo l’appartamento. I nostri approcci epigenetici fanno alle cellule la seconda cosa, rimettono a nuovo il microambiente all’interno del quale vivono le cellule. Capite bene che se nella cura dei tumori integriamo i trattamenti possiamo aspirare a risultati clinici migliori.

A che tipo di pazienti è indicato il vostro metodo?

Abbiamo messo a punto tre principali protocolli, uno per i pazienti oncologici, uno per i pazienti affetti da patologie degenerative ed uno per chi vuole invecchiare bene e prevenire le malattie.

Spesso si rivolgono a noi pazienti che sono già in stadio avanzato della malattia, ci vedono come l’ultima spiaggia. Il messaggio che vorrei dare è che prima si integra i trattamenti meglio è.

In pratica cosa deve fare un paziente per seguire i vostri trattamenti?

I pazienti devono contattare il centro medico VITA365, spiegare il proprio problema per poi arrivare a calendarizzare  un appuntamento. Gli verrà chiesto di presentarsi con tutte le analisi fin qui fatte così da poter studiare il quadro complessivo del paziente. Un medico dedicato si prenderà cura della condizione clinica nel dettaglio e della definizione di un protocollo personalizzato. Per i pazienti oncologici abbiamo già una rete di medici distribuiti in tutta Italia, siamo così in grado di dare risposta al maggior numero possibile di pazienti. Laddove non è possibile la struttura è organizzata  per poter lavorare in telemedicina,uno strumento in questo momento particolare permette di aiutare  più pazienti possibili in tutto il mondo.

Contatti

Per chi volesse contattare i centro può chiamare il numero verde 800447735

oppure inviando un’  email all’indirizzo : web@vita365.it

Maggiori informazioni sul sito www.vita365.it

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