Equiseto (equisetum arvense)

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Equiseto (equisetum arvense)

 

Il suo nome deriva dal latino equus (cavallo) e seta (crine), cioè “coda di cavallo” ed è per tale motivo che la pianta è anche conosciuta con il nome di Coda Cavallina.

“Mi capita sovente di consigliare con ottimi riscontri l’assunzione di questa preziosa pianta dalle molteplici qualità e di conseguenza all’Equiseto mi sono nel corso di questi anni un poco affezionato” afferma il naturopata Enzo Verga. Diversi sono i rimedi che il mondo della fitoterapia ci offre per aiutare il nostro organismo; molte le piante dalle proprietà spiccatamente depurative, altre “ricostituenti” ed altre ancora da usare con saggezza in condizioni patologiche.
L’Equiseto possiede il grande pregio della versatilità e grazie a i suoi costituenti può essere impiegato in diverse situazioni anche con applicazioni esterne.

Quali sono le componenti principali?

La pianta cresce in preferenza nei terreni umidi o sugli argini dei ruscelli, analizziamone ora i componenti principali:
-notevoli quantità di minerali tra i quali i sali di potassio e l’acido silicico.
-saponosidi
-flavonoidi
-acido ascorbico e acidi fenoli.
-alcaloidi in tracce (nicotina)

Quali sono le attività principali?

Attività principali della pianta:
-diuretica, emopoietica, emostatica.
-remineralizzante, cicatrizzante e depurativa

L’Equiseto è il classico esempio di una pianta dalle moltissime proprietà che ci sono state tramandate dalla tradizione popolare ma che trovano sempre più conferme nelle moderne ricerche.

I benefici 

Usato nell’antichità per la sua azione diuretica ed emostatica, solo all’inizio del nostro secolo venne valorizzato sia da un punto di vista clinico che farmacologico, confermando così la sua triplice ed efficace azione diuretica-emostatica-remineralizzante.
Ottima anche per le problematiche infiammatorie delle vie urinarie e nella ritenzione idrica.
Come detto per la presenza significativa di minerali organici l’Equiseto viene impiegato per il rafforzamento del tessuto connettivo ed in particolare la notevole presenza del silicio ne fa un ottimo rimedio per chi ha problemi articolari o di osteoporosi.
La pianta con le sue radici assorbe dal terreno numerosi sali alcalini e questo spiega la sua potente attività remineralizzante.
L’azione diuretica si ottiene principalmente dal semplice decotto mentre l’azione emostatica è superiore se si utilizza il succo della pianta fresca.
Lo si può utilizzare comunque in diverse forme, dalla tintura madre, all’infuso fino all’estratto secco.

Enzo Verga termina riportando quanto afferma a proposito delle qualità dell’Equiseto Padre Taddeo di Wiesent, saggio divulgatore del naturismo nell’America Latina: “l’azione di questa umile pianta è più che prodigiosa, e sarebbe un racconto interminabile voler elencare tutte le stupende guarigioni effettuate con l’ausilio di essa. Per contusioni, gonfiori, ferite e piaghe putride o cancerose, il rimedio più efficace sotto ogni punto di vista è il lavaggio con l’acqua ottenuta dal decotto di coda cavallina ed il cataplasma con la polpa o pasta della stessa, ottenuta maciullandola in un mortaio.

Ai comuni dosaggi non sono mai state segnalate reazioni avverse o effetti tossici.

Bibliografia:

-La medicina naturale alla portata di tutti –M.L.Acharan- Ed. di medicina naturale.
-Dizionario di fitoterapia e piante medicinali –E.Campanini Tecniche nuove
-Manuale di fitoterapia –Francesco Perugini Billi- edizioni Junior.

sito web: www.enzoverga.it

https://www.facebook.com/VisNaturaMedicatrix/

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