Come l’alimentazione influenza il nostro stato infiammatorio generale

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L’alimentazione migliore per abbassare le infiammazioni e prevenire i malanni

Uno degli indicatori fondamentali del nostro benessere o malessere è il livello di infiammazione che ostacola i normali scambi intercellulari e che può arrivare a stati patologici nuovi o a peggiorare quelli già esistenti. E il cibo è ciò che può modificare radicalmente il nostro stato infiammatorio generale.

Attenzione all’indice glicemico

Per esempio ogni volta che introduciamo un eccesso di zuccheri il nostro organismo ha una reattività ormonale, ovvero il pancreas produce insulina per rispondere ad un aumento della glicemia. Quando tale ormone viene prodotto in maniera elevata per riportare la glicemia a livelli fisiologici, essa aumenta gli eicosanoidi cattivi, e cioè fattori infiammatori che a loro volta possono predisporre a tante situazioni di rischio salute. L’aumento dell’insulina predispone anche ad una diminuzione degli omega 3 circolanti, favorendo la possibilità di un innalzamento della pressione arteriosa e dell’aggregazione piastrinica.

Un regime alimentare che prevede una colazione con biscotti, fette biscottate, marmellata o miele, un pranzo con porzioni quotidiane di pasta raffinata o riso bianco, pane, pizza ecc.. ovvero dove vi è un abuso di farine 00, porta ad un innalzamento della glicemia con conseguente produzione di insulina. Possiamo quindi affermare che la risposta più saggia rispetto ad una dieta sana, si rifà alle popolazioni antiche del mediterraneo che si alimentavano perlopiù con pesce, vegetali e olive, quindi con un apporto di omega 3 nettamente superiore ad oggi. 

E al carico glicemico

Oltre all’indice glicemico è necessario fare attenzione al carico glicemico, ovvero alla quantità di zuccheri complessi o meno, che vengono introdotti con il cibo. A questo proposito è indispensabile che vi siano cereali diversi dal solito grano o riso e che siano integrali poiché le fibre hanno un’azione importante per il benessere degli enterociti (cellule dell’intestino).

Non è possibile infatti fare i conti con le difese immunitarie se non consideriamo che l’80% delle cellule immunocompetenti hanno proprio sede nella mucosa intestinale e la loro funzionalità è determinata dal cibo che ingeriamo. Quindi è consigliato l’uso moderato di avena, riso nero, riso rosso, orzo, farro, quinoa, amaranto, miglio, e abbondanti porzioni di verdura e frutta, poichè la mancanza di fibre facilita l’insorgenza di: ipertensione, stipsi, malattie intestinali, embolia polmonare, forme tumorali, malattie autoimmuni. Masticare una mela la giorno, toglie il medico di torno!


Fonte:
“RIZA SCIENZE : GLI ALIMENTI CHE SALVANO LA VITA”

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