Medico virtuale o medico reale? Meglio andare ancora dal dottore!

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Medico virtuale o medico reale? Meglio andare ancora dal dottore!

Sono circa 165 mila le app (applicazioni software dedicate a dispositivi mobili come smartphone e tablet) sulla salute presenti in Europa, da quelle per monitorare diabete e pressione, ai sensori che rilevano frequenza cardiaca e calorie fino ai sistemi per le chiamate di emergenza.

Nonostante i numeri siano così importanti, ci sono pochissime linee guida disponibili sulla loro qualità, sicurezza ed efficacia, mentre continua ad aumentare il numero di chi utilizza questi tipi di programmi non solo per tenere sotto controllo le proprie condizioni cliniche ma anche per ottenere diagnosi fai da te, senza alcuna informazione sulla loro reale correttezza. Ma quanto sono attendibili questi strumenti? Un medico “virtuale” o una app specializzata può essere paragonabile o addirittura superiore a un vero specialista? La risposta, secondo uno studio pubblicato su Jama, è “non del tutto”.  La performance del professionista tradizionale, infatti, resta ancora di gran lunga superiore.

La ricerca

Alcuni ricercatori dell’Harvard Medical School hanno chiesto a 234 medici di valutare 45 casi clinici e di identificare per ognuno la diagnosi più probabile. Gli specialisti che hanno preso parte allo studio erano per la maggior parte di medicina interna, insieme ad alcuni pediatri, medici di base e tirocinanti. Nel 72% dei casi, i camici bianchi hanno fornito l’esatta diagnosi, con un margine di oltre due a uno rispetto ai software, che hanno invece azzeccato la risposta giusta solamente nel 34% dei casi. Inoltre la differenza tra professionisti e app si è rivelata maggiore per le condizioni più gravi e meno comuni, mentre lo scarto è stato minore per patologie più conosciute. 

“I programmi per computer sono ancora molto lontani rispetto all’accuratezza diagnostica del medico”, ha affermato Ateev Mehrotra, professore associato di politica sanitaria ad Harvard, “sarà però fondamentale studiare future generazioni di programmi più precisi”. Infatti, nonostante gli specialisti restino più affidabili dei programmi digitali, non sono immuni da commettere errori in circa il 15% dei casi. Per questo motivo i ricercatori pensano che sviluppare applicazioni ad hoc di supporto ai professionisti possa contribuire, in futuro, a fornire diagnosi cliniche in maniera più precisa.

Dott.ssa Martina Laccisaglia

Centro Studi Comunicazione sul Farmaco, Salute e Società – Università Statale di Milano

Fonte:

Hannah L. Semigran, David M. Levine, Shantanu Nundy, Ateev Mehrotra: “Comparison of Physician and Computer Diagnostic Accuracy”, Jama, 2016

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