Misurazione, valutazione e importanza del pH urinario

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Misurazione, valutazione e importanza del pH urinario

Spesso lo vediamo comparire, senza capirne bene il perché, nelle analisi di “routine” quando controlliamo lo stato delle nostre urine. Normalmente il nostro medico ci sorvola sopra, invece un’attenta e completa valutazione del suo valore può darci qualche utile indicazione sul nostro stato di benessere.

 

Mantenere il nostro organismo in equilibrio funzionale è il primo passo per agire in prevenzione e diversi sono i fattori che entrano in gioco nel determinare tale condizione; uno di questi è l’equilibrio acido-basico ben documentato nei suoi studi dalla dottoressa Caterine Kousmine che ha fatto del controllo dell’acidosi uno dei pilastri del suo famoso metodo.

 

Il valore del pH è l’unità di misura attraverso la quale si determina l’acidità, la neutralità e l’alcalinità di un determinato liquido organico. Valori di pH pari a 7 corrispondono alla neutralità, inferiori o superiori indicano rispettivamente situazioni di acidità oppure di alcalinità/basicità. Un eccesso di ioni idrogeno nel corpo umano è motivo di acidità che viene indicata con la sigla pH (potentia Hidrogeni).

 

Molti processi metabolici che ci mantengono in vita e l’inquinamento ambientale producono scorie acide che il nostro organismo neutralizza tramite dei sistemi “tampone” in grado di rimuoverle attraverso polmoni, fegato, reni e pelle.

 

Quando le quantità di scorie superano quelle che il nostro organismo è in grado di eliminare può insorgere uno stato che viene definito di acidosi tissutale, ovvero un sovraccarico di sostanze acide “parcheggiate” in alcuni tessuti, in particolare nella matrice extra-cellulare, in attesa di essere neutralizzate e poi smaltite.

 

La modalità più semplice per valutare lo stato di acidosi è rappresentata dalla misurazione durante la giornata del pH urinario che può essere effettuata con apposite striscette indicatrici.

I fattori più importanti che possono causare acidosi sono:

  • Eccesso di alimenti acidificanti e contemporaneo insufficiente apporto di alimenti alcalinizzanti, in particolare di frutta e verdura.
  • Uso prolungato di farmaci.
  • Insufficiente apporto di liquidi.
  • Vita sedentaria, fumo, alcool e stress.
  • Attività sportiva svolta a livello molto intenso.

 

Lo stato di acidosi, alterando l’equilibrio funzionale dell’organismo, deve essere valutato e nel caso corretto come ben evidenziato dalla stessa dottoressa Kousmine in questo passo tratto dal suo libro, salvate il vostro corpo, frutto di innumerevoli osservazioni di suoi pazienti affetti da svariate patologie: “Il controllo del pH urinario e la sua normalizzazione devono far parte integrante del piano terapeutico di ogni malattia cronica che può presentare sintomi di perturbazioni metaboliche con conseguente aumento dell’acidificazione”.

 

Per valutare la propria personale condizione si devono effettuare le misurazioni del pH urinario per alcuni giorni e in caso di valori ripetutamente acidi (vedi tabella) sarà opportuno modificare alcuni nostri comportamenti, in particolare:

  • Aumentare l’assunzione di alimenti alcalinizzanti (frutta e verdura).
  • Migliorare l’apporto di ossigeno attraverso una regolare attività fisica che permetta di migliorare l’apporto di ossigeno.
  • Integrare eventualmente l’alimentazione con rimedi specifici a base di sali minerali alcalinizzanti.
  • Evitare almeno quando possibile situazioni che generano stress.
  • Stimolare i processi di disintossicazione dell’organismo.

 

tabella valori di acidità nell'urina

 

 

Come possiamo ben intuire anche l’equilibrio acido basico del nostro organismo può essere influenzato in modo determinante dai processi vitali già analizzati; una nutrizione non equilibrata e un processo di disintossicazione non efficiente possono infatti essere causa diretta dell’insorgere dello stato di acidosi.

 

fonte: http://enzoverga.it/v2/disintossicazione/equilibrio-acido-basico/
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