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Proprietà e utilizzi dello Shilajit: il rimedio naturale che allunga la vita

Proprietà e utilizzi dello Shilajit: il rimedio naturale che allunga la vita

Lo Shilajit, ricco di minerali e proveniente dalle catene montuose dell’Himalaya, è un rimedio molto utilizzato dalla medicina ayurvedica. Scopriamo insieme le sue molte proprietà e virtù benefiche. 

 Lo Shilajit è un sostanza nota nella medicina ayurvedica per le sue caratteristiche Rasayana: significa ottimizzare quantità e qualità di tutti i 7 dhatu o tessuti.Il significato vero del termine Rasayana è: nutrire in modo adeguato ogni parte del corpo al fine di ritardare l’aging process.

In questo contesto sono stati attribuiti allo Shilajit alcuni benefici per la salute, come ad esempio un aumento della longevità ed il ringiovanimento.

La stragrande maggioranza dei lavori pubblicati su questo tema arrivano dall’India.

Lo Shilajit ha una colorazione che va dal marrone chiaro al nero. Al tatto, è soffice e viscoso ed è solubile in acqua. Per essere utilizzato in medicina, deve essere prima sottoposto ad un processo di purificazione.

Tradizionalmente lo Shilajit è consumato da persone provenienti dal Nepal e del nord dell’India. Gli sherpa, una popolazione di uomini forti con livelli molto elevati di longevità ed in buona salute, affermano di usare quotidianamente Shilajit come parte integrante della loro dieta; esistono prove circa la funzionalità dello Shilajit nel migliorare disturbi cognitivi e nel stimolare l’attività cognitiva negli esseri umani.

Lo Shilajit humus è costituito da materia organica (60-80%), sostanze minerali (20-40%), e ~ 5% oligoelementi.

Il componente attivo principale dello Shilajit humus è l’acido fulvico, ed è stato suggerito che è proprio la presenza di questa sostanza organica a spiegare molte delle proprietà biologiche e medicinali dello Shalajit.

Come gli acidi umici, anche gli acidi fulvici si formano durante il lungo processo di umificazione di prodotti organici come la frutta, la verdura, le piante, le alghe e altri esseri viventi.

A livello cellulare, l’acido fulvico aiuta a rendere le membrane più permeabili e migliora il trasportano dei nutrienti alle cellule. L’acido fulvico si lega all’acqua (a seconda della purezza e della concentrazione dell’acido) e migliora il naturale processo di disintossicazione del corpo.

L’acido fulvico, infatti, gioca un ruolo importante nel prevenire e/o curare malattie neurodegenerative e/o in associazione a deterioramento cognitivo con l’invecchiamento cerebrale:  inibisce l’aggregazione e favorisce lo smontaggio di fibrille tau associati al morbo dell’Alzheimer.

Tra gli usi tradizionali comuni è indicato per i disturbi urogenitali, ittero, disturbi digestivi, ingrossamento della milza, epilessia, disturbi nervosi, bronchite cronica e anemia. Lo Shilajit è utile anche nel trattamento di calcoli renali, edema, emorroidi e come antisettico interno. Inoltre, è utilizzato in India come yogavaha, cioè come enhancer sinergico di altri farmaci. Infatti, i componenti organici dello Shilajit svolgono un ruolo importante nel trasporto di diverse sostanze minerali ai loro bersagli cellulari.

Lo Shilajit quindi può essere considerato un vero e proprio integratore alimentare, potente e molto sicuro, potenzialmente in grado di prevenire numerose malattie.

Tuttavia si può dire che la sua applicazione medica principale sembra ora provenire dai suoi potenziali effetti preventivi a favore della cognizione e della malattia di Alzheimer.

Dr. Mirko Bandera

Farmacista, Dottore in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, Master in Nutrizione e Dietetica, Naturopata, Chef

Fonti:

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