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Social media e bambini: attenzione alla salute

Social media e bambini: attenzione alla salute

Bambini e digitale, un nuovo modo di divertirsi, parlare e comunicare che sta andando a sostituire il gioco, un momento essenziale della giornata in cui sviluppare libertà, creatività e socializzazione.

Un’indagine di Eurispes e Telefono Azzurro mostra che il 38% dei piccoli al di sotto dei due anni gioca con dispositivi mobili mentre a otto anni il 72% li usa abitualmente, in pratica a dieci anni il 90% dei ragazzini trascorre più di un’ora al giorno sul web.

Come sempre quando ci si trova di fronte a nuove forme di tecnologia ci si chiede quanto possano avere ricadute negative su bambini e adolescenti. La televisione è stata oggetto di molti studi in questo campo arrivando sempre a delle conclusioni miste positive e negative che dipendono molto dal modo in cui i nuovi media vengono utilizzati, le stesse conclusioni si stanno definendo per gli strumenti online.  Ci sono ricerche che non considerano questa tecnologia solo pericolosa infatti secondo il Centro di salute per il bambino di Trieste «possono facilitare la comunicazione, essere un accrescimento culturale, fornire informazioni utili a patto di connettersi in modo corretto e consapevole».

Gli effetti nocivi sulla salute

Importante è offrire ai giovani delle alternative stimolanti come il gioco con gli amici, lo sport, la lettura in modo da renderli consapevoli che il web non è l’unica opportunità di svago. Infatti l’uso eccessivo del digitale ha effetti nocivi anche sulla salute come il rischio di cattive abitudini alimentari, mal di testa, problemi alla vista, posture scorrette, insonnia, ma anche aggressività e disturbi psicologici e può ostacolare lo sviluppo della creatività e della capacità critica.

Genitori, adolescenti e maturazione dell’identità

Come sempre è necessaria la presenza attiva di genitori ed educatori spesso invece assenti e comunque spaventati dal non riuscire a controllare l’accesso alle numerose informazioni che popolano i siti web e incoraggiano una condivisione di contenuti priva di filtri. L’adolescenza è un periodo delicato in cui esiste un lungo percorso che porta alla maturazione dell’identità dei giovani sia in rapporto ai propri schemi di riferimento (famiglia, valori, ideologia) sia alla capacità di aprirsi a rapporti intimi e stabili con l’altro.  La rete può influire negativamente su questo passaggio con il suo effetto suggestivo: i continui feedback, le opportunità di modificare la propria identità e di svelarla a piacimento, attraggono l’adolescente e lo portano a cercare un’approvazione smisurata nel mondo virtuale. Motivato dai suoi bisogni di appartenenza sociale e di sicurezza, l’adolescente è attratto dai social network, una tecnologia poco incline a favorire la maturazione di un’identità autentica.

Più intuitivi, ma quali i contro?

Il digitale ci mostra due modi molto diversi di utilizzo. Prima l’interazione con il computer era decisamente più complessa, oggi il suo impiego è più intuitivo, velocemente fruibile e permette di costruirsi un’esperienza su misura adattabile ai propri interessi e tempi.  Per i bambini tecnologi è più un gioco che accelera il processo decisionale a scapito però della capacità di mantenere l’attenzione su compiti più lunghi. La gestione del tempo diventa più difficile perché spesso ci si isola senza concentrarsi sulle attività quotidiane e come abbiamo visto con problemi sulla salute. Per i giovani è più complesso. Si perde la capacità di riconoscere le emozioni dell’altro e, di riflesso, di comprendere le proprie; spesso comunicando tramite la tecnologia si dimentica la ricchezza della comunicazione diretta come le sfumature importanti del linguaggio del corpo. Attraverso l’identità virtuale si assiste a un’accettazione immediata senza timore di giudizi, un’appartenenza facile al gruppo che gratifica il giovane senza bisogno di continue conferme. 

Dott.ssa Martina Laccisaglia
Centro Studi Comunicazione sul Farmaco, Salute e Società – Università Statale di Milano

Fonte:

David Smahel, “The impact of digital media on health: children’s perspectives”, Int J Public Health, 2015
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