Sostanze fisiologiche e non fisiologiche

Sostanze fisiologiche e non fisiologiche

Si assumono molti rischi, non sempre in modo consapevole, quando si decide di introdurre in un organismo molecole completamente estranee alla sua fisiologia.

La constatazione è del tutto logica ma “grazie” alle varie campagne volte a promuovere l’utilizzo di tali sostanze spesso se ne sottovaluta il pericolo; anzi, l’incentivo verso il loro abuso è talmente ben fatto da far apparire la loro assunzione come cosa normale quando invece dovrebbe essere l’eccezione, non certo la regola. Per le nostre cellule infatti una molecola estranea alla fisiologia risulta essere semplicemente una tossina da eliminare onde evitare che possa arrecare danni più o meno gravi. La velocità di eliminazione di tali sostanze dipende dalle capacità del nostro organismo e dallo stato di efficienza del nostro principale organo deputato alla disintossicazione, il fegato.

La differenza tra sostanze fisiologiche e NON fisiologiche deve sempre esserci chiara.

Le prime, in estrema sintesi, potremmo suddividerle in 2 grandi categorie:

Le sostanze fisiologiche: macronutrienti e micronutrienti

Nei macronutrienti troviamo i carboidrati, le proteine ed i grassi che insieme concorrono a vario titolo a mantenerci in buona salute. L’accortezza che dobbiamo avere è quella di ricercare sempre la qualità nelle loro scelte e di assumerli nelle giuste quantità, né in difetto né in eccesso.

Nei micronutrienti vi troviamo invece vitamine, minerali, oligoelementi, antiossidanti, tutte sostanze  essenziali per il nostro organismo. La priorità da raggiungere in questo caso è quella di evitare pericolose carenze o subcarenze mentre è veramente assai improbabile raggiungere degli eccessi considerate le modalità di produzione e consumazione del cibo moderno.

Le sostanze non fisiologiche

Le sostanze NON fisiologiche invece non svolgono, per definizione, alcun ruolo a sostegno del naturale funzionamento del nostro organismo e quindi la reazione logica del nostro corpo è quella cercare di eliminarle. E torniamo quindi al discorso iniziale, all’introduzione eccessiva di molecole estranee alla fisiologia, i farmaci, i cui effetti dannosi o avversi possiamo leggerli sul foglio illustrativo che li accompagna, il cosiddetto “bugiardino”. Anche in questo campo occorre fare un’importante distinzione; vi sono infatti alcuni farmaci che si avvalgono di molecole “amiche” della nostra fisiologia, citiamo ad esempio l’insulina o gli ormoni tiroidei quando rispettivamente pancreas e tiroide non sono più in grado di produrli autonomamente. Oltre a cercare, ove possibile, di recuperarne la funzione, in tali circostanze il loro ricorso diventa essenziale in quanto sostitutivo e riparatore di processi ormai alterati dell’organismo.

In molti casi invece l’uso, soprattutto prolungato, di farmaci contenenti principi attivi estranei alla fisiologia può arrecare gravi danni all’organismo, di conseguenza è sempre auspicabile effettuare un’attenta valutazione dei benefici e dei rischi anche perché l’impatto negativo sulla nostra salute non avviene solo a livello teorico; molti ormai sono gli studi che collegano l’abuso di farmaci con l’insorgenza delle cosiddette malattie iatrogene con lo spiacevolissimo (e beffardo) risultato di essere messi nella condizione di guarire dalla “cura” piuttosto che dalla malattia, ma qui andrebbe aperto un ulteriore capitolo, magari lo faremo più avanti.

 Fonti: 

http://enzoverga.it/v2/2018/01/23/sostanze-fisiologiche-non-fisiologiche/

ENZO VERGA   FNNP – Federazione Nazionale Naturopati Professionisti

sito web: www.enzoverga.it

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