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Pro e contro della Stevia: anche la scienza non ha un parere unanime

Pro e contro della Stevia: anche la scienza non ha un parere unanime

Gli esperti hanno valutato che la stevia non causa alcun disturbo se utilizzata come dolcificante o per aromatizzare  gli alimenti ma, alcuni studi, hanno invece individuato potenziali effetti collaterali. Di seguito vi riportiamo le diverse correnti di pensiero divise per potenziale problematica.

Si tratta di un dolcificante non nutritivo con zero apporto calorico fatto di glicosidi steviolici, composti estratti e raffinati dalle foglie della pianta Stevia rebaudiana. Le foglie sono circa 200 volte più dolci dello zucchero bianco tradizionale e le persone le utilizzano da secoli come dolcificanti e integratori a base di erbe.

Tuttavia la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti non ha approvato estratti di stevia grezzi e foglie di stevia come additivo alimentare e  le aziende non sono autorizzate a commercializzarle come prodotti dolcificanti.

Danno ai reni

È considerata un diuretico, il che significa che aumenta la velocità con cui il corpo espelle l’acqua e gli elettroliti dal corpo tramite le urine. Poiché il rene è responsabile del filtraggio e della creazione di urina, i ricercatori hanno inizialmente pensato che il consumo a lungo termine di stevia potesse danneggiare l’organo. Ma non è una verità consolidata infatti, uno studio del 2013, ha rilevato che la stessa stevia contribuisce invece alla riduzione della crescita di cisti nelle cellule renali.

Sintomi gastrointestinali

Alcuni prodotti di questa pianta contengono gli alcoli di zucchero che possono causare sintomi sgradevoli in individui che sono molto sensibili alle sostanze chimiche. Anche se l’ipersensibilità agli alcooli di zucchero è rara, i sintomi possono includere: nausea, vomito, indigestione,crampi e gonfiore. Diversi studi che utilizzano colture di roditori e cellule umane hanno però dimostrato i potenziali benefici gastrointestinali dei glicosidi steviolici infatti, l’uso di Stevia contribuisce a limitare e ridurre la diarrea e i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile (IBS).

Ipoglicemia o zucchero nel sangue basso

Sebbene possa aiutare a controllare lo zucchero nel sangue nelle persone con diabete, è stato anche pensato che il consumo di stevia a lungo termine potesse causare ipoglicemia, bassi livelli di zucchero nel sangue. Ciò pare però  estremamente improbabile, ad eccezione di soggetti con livelli di zucchero nel sangue già bassi.

Bassa pressione sanguigna

Si tratta di un noto vasodilatatore che allarga i vasi sanguigni e abbassa la pressione arteriosa globale. Attualmente, i ricercatori hanno esplorato solo gli aspetti potenzialmente positivi di questo uso. Tutto ciò che attivamente abbassa la pressione sanguigna può causare complicazioni sanitarie con uso eccessivo e di lunga durata. Le persone con pressione sanguigna bassa cronica dovrebbero parlare con un medico circa l’uso prolungato di stevia.

Stevia e gravidanza

Quando è consumata a basse dosi, non è generalmente considerata pericolosa per le donne in gravidanza.

Studi su embrioni di ratti hanno dimostrato che la stevia non ha influenzato i risultati della gravidanza o della fertilità ed è stata considerata non tossica per i tessuti fetali.

Tuttavia, dosi elevate o un suo uso prolungato, possono peggiorare i sintomi comuni della gravidanza aumentando il carico di lavoro sugli organi come i reni, la vescica e il cuore.

I ricercatori non hanno ancora capito l’intera gamma dei pro e contro associati alla stevia ma uno studio del 2017, sulle complicanze legate agli edulcoranti a calorie zero, hanno concluso che sono necessari ulteriori approfondimenti per dare un giudizio sulla sicurezza globale della stevia.

Forme non sicure

Si stima che gli integratori e gli estratti di stevia contengano spesso ingredienti contraffatti, soprattutto dolcificanti artificiali che sono legati a rischi sanitari noti.

È pertanto importante acquistare prodotti certificati che contengano almeno il 95% di glicosilidi steviolici e che non contengano dolcificanti artificiali o sintetici.

I prodotti chimici comuni potenzialmente dannosi riscontrati nei prodotti di stevia includono maltodestrina, saccarina, ciclamato e aspartame

Vista la popolarità della stevia, ci sono stati e sono ancora in corso, diversi studi su larga scala e completi, che hanno affrontato la questione. Vi riportiamo il più recente: in uno studio preliminare del 2017, i ratti con diete comprese fino al 3,5 per cento di stevia per 90 giorni non hanno presentato sintomi clinici e non hanno sperimentato alcun cambiamento nella chimica del sangue, nella funzione cellulare, nella compensazione o nell’aspetto.

Secondo la FDA, l’assunzione giornaliera accettabile per i glicosidi steviolici è di 4 mg per chilogrammo di peso corporeo.


Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26400114

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5591507/table/Tab1/

http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0058871

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0303720716300533

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5591507/

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S027323001730079X

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