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Alimentazione

Rischio osteoporosi più alto con l’acidosi metabolica

Già il suo nome inquadra i cambiamenti subiti dall’osso in questa malattia generalizzata dello scheletro. Stiamo parlando di osteoporosi, un termine derivato dalla lingua greca, che letteralmente significa “osso bucato” (osteon, osso; poros, piccolo foro). 

Si tratta di una malattia caratterizzata da una riduzione della densità ossea legata a una perdita di sostanze fondamentali per il benessere delle ossa, come i minerali calcio e fosforo, e dall‘alterazione della struttura del tessuto osseo. Queste modificazioni conducono a un’aumentata fragilità e di conseguenza a un maggiore rischio di fratture.

L’osteoporosi è una patologia molto diffusa nella popolazione italiana ed è fortemente legata all’avanzare dell’età che è una delle principali cause di perdita di massa ossea in entrambi i sessi, specialmente nelle donne dopo la menopausa

La massa ossea raggiunge il suo massimo valore tra i 30 e i 35 anni di età e comincia poi a decrescere dopo i 40 anni, con una perdita annua media dello 0,3% nell’uomo e di circa l’1% nella donna soprattutto nel periodo postmenopausale. 

Si ritiene che in Italia quasi il 40% delle donne di età superiore a 50 anni sia affetto da osteoporosi di vario grado e ogni anno sono circa 200.000 le fratture provocate da questa malattia. E’ importante quindi contrastare i meccanismi che conducono all’indebolimento dell’osso.

Il calcio un fattore di protezione importante ma non l’unico

Lo scheletro umano alla nascita contiene circa 25 g di calcio, mentre nell’età adulta ne contiene circa 1000 g. Un’alimentazione che fornisca una quantità adeguata di calcio è essenziale per uno sviluppo normale e per il mantenimento dello scheletro.

Una dieta adeguata dovrebbe fornire: 1000 mg/die di calcio nei primi 8 anni di vita; 1600 mg fra i 9 e i 17 anni di età; 1100 mg/die dai 18 ai 50 anni e 1200-1500 dopo i 50 anni.

Indubbiamente il consumo di latte e latticini rappresenta una fonte importante di calcio. Ma da sola questa abitudine alimentare non permette di evitare l’osteoporosi come dimostra l’elevata incidenza della malattia in paesi ad alto consumo di latte e formaggi come Scandinavia, Stati Uniti, Germania, Francia e Italia.  D’altronde se il calcio fosse l’unico minerale in grado di garantire la prevenzione dell’osteoporosi, non si spiegherebbe la bassissima incidenza di questa malattia in popolazioni che consumano pochissimi latticini, come avviene in Africa e in molti paesi orientali.  

L’osteoporosi in realtà non è dovuta solo a un insufficiente apporto alimentare di sostanze fondamentali per la salute delle ossa tra cui oltre al calcio vi sono anche le vitamine D, C e K, il potassio e il magnesio. Questa malattia è infatti determinata dall’azione combinata di diversi fattori oltre all’alimentazione (dalle alterazioni ormonali, ai fattori genetici e biochimici, allo stile di vita con mancanza di attività fisica, consumo eccessivo di alcol, fumo di sigaretta e scarsa esposizione al sole), che provoca un riassorbimento di calcio dallo scheletro maggiore di quanto se ne depositi.

Tra i vari fattori la ricerca scientifica ha recentemente puntato i riflettori sul ruolo esercitato a monte della perdita di minerali dalle ossa da parte della cosiddetta acidosi metabolica.

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Che cos’è l’acidosi metabolica

Il nostro organismo per funzionare correttamente deve mantenere un equilibrio tra le sostanze acide e quelle diametralmente opposte, dette sostanze basiche o alcaline, presenti nel corpo. 

Questo equilibrio è indicato dalla quantità di ioni idrogeno (H+) presenti nel sangue e nelle urine, che viene espressa dal valore del cosiddetto pH. In chimica, un valore di 7 indica l’equilibrio tra sostanze acide e sostanze basiche. Un valore di pH al di sotto di 7 indica una prevalenza di acidità, mentre al di sopra di 7 indica la prevalenza di basicità. 

L’organismo umano ha un punto di equilibrio del pH di 7,36 in media, leggermente spostato verso le sostanze basiche. Quando il pH scende al di sotto di questo valore si parla di acidosi, cioè un accumulo di acidi nell’organismo. 

Dal momento che l’equilibrio acido-base è indispensabile per il corretto funzionamento cellulare, il corpo cerca di porre rimedio all’eccessiva acidità immettendo nel flusso sostanze basiche che si oppongono (in termini tecnici si dice tamponano) agli acidi. Le sostanze basiche sono rappresentate dai bicarbonati e da minerali come il calcio, il potassio e il magnesio, che vengono sottratti alle ossa e spostati nel sangue

E’ un po’ come togliere dei mattoni dalle pareti portanti di una casa: la struttura generale si indebolisce e rischia dei crolli. E’ in sostanza quanto capita alle nostre ossa quando per tamponare l’acidosi vengono private di sostanze fondamentali: diventano osteoporotiche e così più soggette alle fratture.

Gli effetti negativi dell’acidosi sull’equilibrio del metabolismo osseo devono quindi essere tenuti presenti specialmente dalle donne in menopausa, che sono a maggior rischio di osteoporosi a causa dei cambiamenti ormonali e comunque dalle persone più avanti con l’età.

Che cosa provoca l’acidosi metabolica

L’acidosi metabolica è una condizione che può essere dovuta a diversi fattori come l’uso prolungato di farmaci, lo stress, l’inquinamento, la nicotina, l’alcol, la sedentarietà, ma soprattutto è legata ad una alimentazione scorretta. 

Gli alimenti che producono molte scorie acide sono quelli raffinati e ricchi di zuccheri semplici: bevande zuccherate, dolci, pasta o riso, prodotti da forno, merendine, snack. Anche l’eccesso di proteine, di caffè, di sale e di additivi alimentari contribuisce a creare acidosi. Attenzione anche al consumo eccessivo di prodotti inscatolati a lunga conservazione e di insaccati

Va poi considerato che per quanto latte e derivati apportino buone quantità di calcio, il metabolismo di questi alimenti determina la produzione di sostanze acidificanti: il beneficio per la salute dell’osso dovuto all’apporto di calcio viene ridotto a causa della sottrazione di questo minerale dallo scheletro per contrastare l’acidosi metabolica.

Gli alimenti che invece apportano sostanze alcalinizzanti, capaci di ridurre il rischio di acidosi metabolica e di contrastarla, sono rappresentati da verdura e frutta.

Anche una integrazione bilanciata di elementi minerali ed estratti vegetali aiuta a sostenere il fisiologico metabolismo osseo, riducendo così la perdita di preziose sostanze per la salute dello scheletro.

Un altro elemento cruciale per le ossa è la vitamina D che deve essere assunta in misura di almeno 10 microgrammi al giorno, pari a 400 Unità Internazionali.

Giornalista professionista e medico, da oltre 30 anni impegnato nella
divulgazione scientifica e nell'aggiornamento e formazione dei medici di
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