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Alimentazione

Silvia e la sua lotta contro la sclerosi multipla

Silvia, ha 40 anni, vive ad Asti e lavora come impiegata in banca da 20 anni. Si definisce caratterialmente caparbia per certi aspetti, mentre per altri si sente un po’ fragile, molto probabilmente a causa della malattia (sclerosi multipla). L’abbiamo intervistata per voi.

Silvia, quando ti sei ammalata di sclerosi e con quali sintomi ha esordito la patologia?

Mi sono ammalata a 14 anni. Il mio primo sintomo è stato quello di non riuscire a trattenere la pipì. Successivamente, nell’arco di qualche mese, ho cominciato a trascinare prima una gamba, poi ad inciampare. E’ stato un decorso molto veloce. A causa della velocità del peggioramento sono stata ricoverata a lungo. Era il 1995. Inizialmente mi veniva somministrato solo cortisone perché non c’era una cura  per ragazzi così giovani. Mi sono dovuta affidare ai dottori ma subito dopo, grazie a mio nonno, ci siamo rivolti ad un omeopata e da allora ho sempre utilizzato l’omeopatia, la riflessologia plantare, insomma, la medicina alternativa.

Cosa ti ha tolto e cosa ti ha dato la sclerosi multipla?

La mia malattia mi ha tolto tante cose. Ero una ragazza e, di punto in bianco, non  sono più riuscita a fare sport che era la mia vita. Avevo fatto il primo corso di sub, che ho dovuto mollare. Mi ha tolto la forza e non ho più potuto continuare a fare nuoto a livello agonistico. Ma sono diventata più caparbia. A distanza di anni, grazie alla mia caparbietà sono riuscita ad avere figli, a camminare.

Come converti i sintomi della tua malattia in bellezza?

Io non ho mai dolore. Ho avuto debolezza, problemi di incontinenza, problemi con l’equilibrio. Mi ha tirato su mia nonna, dicendomi di trasformare le cose brutte in belle, quindi il mio modo di camminare in una camminata più sensuale. E’ così che alle superiori credevano che ”me la tirassi” e ancora oggi è così.

Chi ti ha supportata negli anni?

Sono stata supportata tantissimo da mia nonna. Quando è venuta a mancare, avevo 17 anni, sono andata avanti da sola. A 19 anni rimasi incinta, quindi ho dovuto da subito diventare adulta. Mi sono sentita incompresa ma ero una ragazzina circondata da ragazzini quindi forse mi vergognavo anche io dei miei problemi. Mi poteva capitare di peggio, quindi bene o male sono riuscita a fare tutto.

Dove hai trovato la forza per lottare contro la sclerosi?

Sono molto credente e questa è la mia marcia in più (credo in una seconda possibilità di vita in cui non ci saranno più questi problemi). Ormai la mia malattia fa parte di me.

Cosa auspichi per chi, come te, ha la sclerosi multipla?  

Spero tanto nella ricerca che, nel corso degli anni, è andata molto avanti. Spero di avere un maggior supporto medico per me e per tutti coloro che si trovano nella mia condizione. Spesso e volentieri siamo lasciati allo “sbando” e diverse persone non sanno neanche come muoversi. Una volta fatta la diagnosi, dobbiamo essere seguiti.

Credit Photo: www.sifweb.org

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Giornalista
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