I tumori non fanno paura agli embrioni

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I tumori non fanno paura agli embrioni

Nelle prime fasi di sviluppo dell’embrione è impossibile indurre un tumore mentre è possibile farlo terminata l’organogenesi, cioè la formazione degli organi del nascituro. È studiando questo fenomeno che alcuni ricercatori hanno trovato il modo per rallentare se non bloccare lo sviluppo di alcuni tumori.

 E’ impossibile indurre un tumore durante le prime fasi di sviluppo di un embrione. Se invece si innestano cellule tumorali dopo la fase della differenziazione degli organi il tumore si sviluppa.

Queste osservazioni sono note da tempo ai ricercatori. Se infatti si impianta un tumore in un embrione nelle sue prime fasi di sviluppo le cellule tumorali o vengono corrette e tornano sane oppure vengono indotte al suicidio, un fenomeno chiamato “apoptosi” in termini scientifici.

Nell’embrione infatti la crescita è tumultuosa e possono accadere frequenti errori. Queste cellule con errore vengono però individuate e corrette. Se l’errore non è correggibile viene innescato il programma di autosuicidio e le cellule anomale, che sarebbero cellule tumorali, vengono eliminate. Questo è possibile grazie a delle piccole proteine chiamate fattori di differenziazione staminale.

Se si riuscisse a comprendere e controllare questi meccanismi che proteggono l’embrione si riuscirebbe a trovare una possibile soluzione a molti tumori che compaiono in età adulta.

I ricercatori sono infatti al lavoro per comprendere come fa l’embrione a riconoscere e “disinnescare” i tumori. Sembra che nelle prime fasi di sviluppo le cellule staminali siano ricche di alcune proteine, appartenenti alla classe dei fattori di differenziazione staminale, in grado di sostenere il DNA delle cellule nelle sue attività di controllo e correzione. Queste sostanze col passare del tempo diminuiscono e di conseguenza aumenta il rischio che qualche errore sfugga al controllo. Sono una specie di correttori di bozze: più occhi leggono meno errori sfuggono.

Alcuni esperimenti in vitro sembrano dimostrare che somministrando queste sostanze a colture di cellule tumorali queste vengono indotte al suicidio o, nel caso in cui l’errore non sia troppo grosso, vengono corrette e tornano ad essere sane. Si tratta di studi ancora preliminari, ma i risultati finora ottenuti sono molto incoraggianti.

 Fonti:

Bizzarri M, Biava PM, Embryonic morphogenetic field induces phenotypic reversion in cancer cells. Clicca qui per scaricare l’articolo
OncoVita – http://www.oncovita.it/index.php/pubblicazioni-scientifiche/16-il-campo-morfogenetico-embrionale-induce-reversione-fenotipica-nelle-cellule-cancerose
OncoVita – http://www.oncovita.it/index.php/pubblicazioni-scientifiche/5-tumore-e-differenziazione-un-modello-per-spiegare-la-malignita
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