Si può migliorare l’umore con pareti video: ecco come

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Bastano 2 ore a settimana immersi nella natura per stare meglio

Tappezzeria, colori, decorazioni quadri, sono alcune delle soluzioni che adottiamo nelle nostre case per personalizzare gli spazi in relazione al nostro gusto, possibilità economiche, capacità espressive.

Una casa di oggi ha tipicamente delle stanze con pareti che, se non tinteggiate e con qualche quadro, hanno comunque delle funzioni di auto rappresentazione. Pensiamo alle librerie, ai televisori grandi e piccoli, alle mensole con gli oggetti a noi più cari o funzionali alla vita di tutti i giorni.

Tutto ciò racconta di noi, ci rassicura e riflette i nostri gusti.

Ma nessuno di questi arredi tradizionali ha la capacità di adattarsi alle stagioni, all’ora del giorno e al nostro umore.

Immaginate perciò uno scenario completamente diverso: una casa che accoglie i suoi abitanti personalizzando automaticamente le pareti con l’umore o altri fattori mutevoli presi dal contesto esterno.

Fantascienza? No, applicazione di strumenti esistenti, magari non ancora proprio sul mercato, ma virtualmente già tutti disponibili.

Ma andiamo per gradi..

Il primo oggetto che servirà sarà l’orologio da polso che di orologio ha solo il nome.

I dispositivi biomedicali indossabili sono già disponibili per il monitoraggio di diverse funzioni e con un’analisi un po’ più sofisticata saranno in grado di “leggere” il nostro umore.

Le pareti video che s’interfacciano con questi dispositivi mobili, oggi sono costose come 10 anni fa era costoso un televisore da 50 pollici…

I vantaggi

Quali saranno i vantaggi: il primo è che non vi stuferà mai uno scenario domestico, lo potrete cambiare o cambierà autonomamente. Inoltre sarà facile “aprire una finestra” su qualunque panorama potessimo desiderare. Sarà anche “dialogico”: il panorama cambierà, come nella realtà, a seconda dell’ora del giorno e della stagione.

Se arriveremo a casa stanchi e nervosi  in soggiorno i colori saranno tenui e rilassanti mentre in camera dei figli impazzerà un festival di luci e musiche del momento.

Forse all’inizio avremo solo una parete così per ragioni di costi e disponibilità, anche se conterrà di suo già tutte le funzioni ora presenti nei televisori di questa generazione. 

Rimarranno le librerie, le mensole e i quadri che ci portiamo dal passato o che amiamo comprare durante la nostra vita. 

Credo che in un futuro più lontano le case dovranno essere sempre più piccole e perciò più dense e ottimizzate.

Non pensate anche voi che sia meglio una grande finestra sul Golfo di Napoli piuttosto che una piccola sulla tangenziale?

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Christian Fogh

Christian Fogh

Architetto - Ph.D. Libero professionista impegnato in progettazione architettonica, costruzione e gestione edilizia, Interior design, Consulenza energetica.
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