Dolore: Approccio Olistico vs Farmaci oppioidi

Dolore: Approccio Olistico vs Farmaci oppioidi

Gli oppioidi sono spesso prescritti a pazienti con dolore da moderato a grave in condizioni di malattie croniche o per dolore a seguito di lesioni o interventi chirurgici ma spesso si trascura il pericolo dell’uso prolungato.

Epidemia di oppioidi

Alti dosaggi di oppioidi causano problemi respiratori e possono portare anche alla morte.

Il rischio, logicamente, aumenta se nel mix finiscono anche alcolici e sedativi. Ed è proprio all’aumento delle morti per overdose in questi  anni che si parla di epidemia di oppioidi, uno dei più gravi problemi di salute pubblica dei nostri tempi, come alcuni esperti e lo stesso Trump l’hanno definita.

Secondo stime recenti del National Center for Health Statistics, inoltre, proprio alla crisi degli oppioidi è collegata la diminuzione nell’aspettativa di vita, che per gli Stati Uniti è scesa per il secondo anno di fila, come non accadeva dagli anni Sessanta.

Il dott. Mannaioni dell’Università di Firenze ha dichiarato che “ Se è vero che in Italia non stiamo assistendo all’epidemia di morti per oppioidi che da anni interessa gli Stati Uniti, è vero però che il problema potrebbe presentarsi anche da da noi e che le unità di tossicologia hanno a volte a che fare con casi di problematiche correlate all’uso di oppioidi”.

Un nuovo studio ha valutato l’efficacia di un approccio olistico

Uno studio, pubblicato sul Journal of General Internal Medicine, ha confrontato 41 partecipanti che erano stati sottoposti a prescrizione di farmaci come l’idrocodone, l’ossicodone e il metadone per almeno tre mesi con altri 20 aspiranti partecipanti che hanno seguito un programma che offriva sostegno di gruppo, agopuntura, consapevolezza, massaggio ed esercizio fisico

I ricercatori hanno trovato un calo del 12% nell’intensità del dolore nei partecipanti al programma “olistico”, rispetto a nessun cambiamento nel dolore tra il gruppo che assumeva farmaci.

Il miglioramento più notevole è stato un aumento del 22% in “autoefficacia del dolore“, la capacità di un paziente di gestire il dolore nella vita quotidiana.

Non stiamo affermando che il programma è una panacea per la crisi degli oppioidi“, ha detto Chao, autore dello studio ma “stiamo cercando di ampliare le opzioni di trattamento per una gestione del dolore sicura: i medici, specialmente nelle cure primarie, sono sottoposti a una tremenda pressione per ridurre gli oppioidi, ma hanno una gamma limitata di opzioni per alleviare il dolore dei loro pazienti”.

Fonti:
https://link.springer.com/article/10.1007%2Fs11606-019-04868-0
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