Più longevi con amici a quattro zampe

Più longevi con amici a quattro zampe

Chi ha un amico a quattro zampe riceve il suo amore incondizionato, beneficia della sua gioia sfrenata e della sua spensieratezza, aspetti molto positivi e che influiscono positivamente sul nostro umore e sulla nostra forma fisica.

Secondo quanto confermato da recenti studi clinici chi vive con un cane gode di una miglior salute mentale, fisica e di un’aspettativa di vita più lunga poiché la proprietà di un cane è associata a un minor rischio di contrarre malattie come ipertensione e alti livelli di lipidi nel sangue.

Nessuno immaginerebbe poi che la ricca varietà di germi che gli animali portano in casa è in grado di alterare positivamente il nostro microbioma intestinale.

Cosa dice la scienza

Uno studio svedese compiuto tra il 2001 e il 2012 ha messo a confronto lo stato di salute di persone single, con e senza cani, di cui 182.000 colpite da infarto e 155.000 colpite da ictus. I dati emersi hanno rivelato che chi aveva come compagno un cane viveva più a lungo e riusciva a recuperare meglio e più in fretta anche rispetto a chi viveva con il partner o un bambino.

Siamo disposti a qualche piccola rinuncia?

Avere un cane ci costringe a camminare e quindi fare esercizio fisico più volte al giorno, ci aiuta a socializzare e stare in compagnia ed è risaputo che avere buoni rapporti sociali aiuta il recupero fisico.

Se stiamo valutando di adottare un amico peloso dobbiamo però innanzi tutto mettere in conto di dover trascorrere molto tempo all’aperto, di uscire più volte al giorno sia nella bella stagione che  nelle giornate fredde e piovose, anche se non ne abbiamo voglia.

Non dobbiamo mai e poi mai prendere una decisione dettata esclusivamente dal nostro egoismo;  scegliere di condividere la nostra vita ed i nostri spazi con un animale significa molto di più. Richiede impegno e sacrificio come ad esempio piccoli o grandi cambiamenti al nostro stile di vita e alla nostra casa, come organizzare delle vacanze diverse, rinunciare ai nostri  momenti di pigrizia, essere disposti a perdonare qualche piccolo guaio e sostenere le spese per il suo mantenimento e le sue cure.

Fonti:

https://bmcpsychiatry.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12888-018-1613-2

https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/CIRCOUTCOMES.118.005342

https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/CIRCOUTCOMES.119.005554

https://ahajournals.org/doi/full/10.1161/CIR.0b013e31829201e1

https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/CIRCOUTCOMES.119.005887

nytimes.com

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Redazione Sanifutura

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