Quando la tossicità può essere utile: alla riscoperta dell’ormesi

Quando la tossicità può essere utile: alla riscoperta dell’ormesi

Non tutte le sostanze potenzialmente velenose in realtà fanno sempre male, il prof. Ursini ci guida alla scoperta dell’ormesi: il potere di protezione della salute di alcune sostanze tossiche.

Tutte le sostanze sono tossiche: solo la dose fa la differenza tra un veleno e un medicamento” diceva già nel ‘500 Paracelso, considerato il primo farmacista della storia. La parola stessa farmaco deriva dall’antico greco pharmakon che significa veleno e a ben vedere il simbolo stesso della farmacia sono due serpenti avvinghiati attorno ad un bastone.

Quest’associazione tra veleno e cura oggi viene sempre più confermata dalla scienza. Abbiamo recentemente partecipato al convegno nazionale di UniPancreas, l’associazione dedicata ai malati di tumore al pancreas. In tale occasione è intervenuto anche il prof Fulvio Ursini, del dipartimento di Medicina Molecolare Università di Padova. Il suo interessante intervento ci ha fatto riscoprire un termine della scienza non troppo conosciuto: l’ormesi. Una parola di origine greca che significa stimolare.

Le diverse funzioni degli alimenti

Quando ci nutriamo, tipicamente mangiando della frutta o della verdura, non ci limitiamo semplicemente a fornire energia e nutrienti al nostro organismo, in realtà sono moltissime le sostanze tipiche del mondo vegetale che ingeriamo e che hanno svariate funzioni pur non essendo essenziali e non fornendo energia.

Come ci spiega il professor Ursini con l’alimentazione introduciamo nel nostro organismo nutrienti come vitamine e oligoelementi. Si tratta di elementi indispensabili per il funzionamento del metabolismo cellulare da cui dipende il funzionamento del nostro organismo. Contemporaneamente ingeriamo anche i cosiddetti xenobiotici, ossia sostanze che in natura non sono presenti nel nostro corpo e che apparentemente non hanno nessuna funziona specifica nota all’interno dell’organismo.

Ciò che può essere tossico ad alte dosi, a basse dosi può diventare protettivo

Forse qualcuno di voi ha già sentito parlare di Mitridate, re del Ponto (una regione a sud del Mar Nero) vissuto nel primo secolo dopo Cristo che prese l’abitudine di ingerire ogni giorno piccole dosi dei principali veleni conosciuti all’epoca con l’obiettivo di rendersi resistente a qualsiasi tentativo di avvelenamento.

Pur essendo intrinsicamente diversa dal “mitridatismo” l’ormesi è riconducibile al medesimo concetto. Di fatto in natura le piante producono sostanze tossiche come loro naturale meccanismo di difesa da minacce esterne quali ad esempio i parassiti o i predatori. In altre parole, queste sostanze sono fabbricate per essere veleni. Con l’alimentazione ingeriamo anche noi queste sostanze che tuttavia sono in dosi troppo basse o poco biodisponibili per poterci arrecare un danno reale. Sono però in grado di  attivare i nostri meccanismi di difesa controllati da specifici geni con il risultato di ottimizzare la risposta agli stimoli nocivi e quindi la nostra salute. Tra i meccanismi regolati a livello dei geni ci sono attività quali:

  • Regolazione della pressione sanguigna
  • Regolazione della proliferazione e differenziamento cellulare
  • Effetto antibatterico e antivirale

Non troppo di quello che fa bene, ma neanche troppo poco di quello che fa male

“Se tanto di una cosa fa male non è detto che poco faccia poco male ma è anche probabile che possa fare anche bene” sintetizza così il concetto di ormesi il professor Ursini.

 Troppo spesso oggi, anche con il contributo del web, si diffondono dei comportamenti poco corretti per il bene della nostra salute: da un lato si tende a fare terrorismo su certe sostanze, dall’altro si tende ad esaltare le proprietà di altre sostanze di cui poi se ne fa un abuso.

In entrambi i casi si generano comportamenti scorretti. Oggi la scienza ha chiaramente dimostrato che un eccesso di una cosa intrinsicamente buone come l’ energia può essere all’origine delle principali patologie del mondo occidentale. Così come carenza è all’origine di altri tipi di patologie caratteristiche dei paesi in via di sviluppo. Analogamente il concetto si applica alle vitamine e gli oligoelemanti essenziali.

Di converso, uno stimolo potenzialmente nocivo, se assunto a basse dosi può rafforzaare, analogamente a quello che avviene per il nostro sistema immunitario. E’ la assenza di stimoli che indebolisce.

I vecchi rimedi della nonna si dimostrano efficaci alla prova della scienza

I rimedi della nonna si sposano perfettamente con le più recenti scoperte scientifiche in quest’ area. Ci sono infatti degli elementi nutrizionali non-essenziali presenti negli alimenti che la tradizione popolare ci ha tramandato e che la scienza ha confermato avere proprietà di protezione per la  salute, tutti riconducibili al concetto generale di ormesi. Alcuni tipici esempi sono:

  • Rosmarino
  • Curcuma
  • Isotiocianati presenti nelle crucifere come cavoli e broccoli
  • Aglio.Queste molecole non sono farmaci, non hanno specificità d’assunzione-effetto, perché sono regolatori complessivi della risposta allo stress di svariata natura e non hanno uno specifico bersaglio come tipicamente i farmaci. Sono quindi dei supplementi nutrizionali che complessivamente controllano la sensibilità ad attivare l’infiammazione e quindi a prevenirne l’ eccesso. Ed è proprio l’eccesso di infiammazione il “big killer” nelle patologie tipiche del mondo occidentale, dalle malattie cardiovascolari, al diabete ai tumori.
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Fulvio Ursini

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