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Vitamina C e liposomi: una coppia vincente

La vitamina C, conosciuta ormai da tutti, ha una storia che affonda le radici nel lontano 1912. In questo anno il biochimico polacco Kazimierz Funk enunciava il concetto di vitamine: “non minerali nutrienti fondamentali per la vita da assumersi con la dieta“. L’agente misterioso venne battezzato “vitamina C” nel 1921. 

All’inizio degli anni ’30 due gruppi di ricerca si misero all’opera per isolare l’agente misterioso. Il polacco Szent-Gyorgyi riuscì ad isolare l’acido hexuronico dal surrene di un modello animale e ne studiò le proprietà antiscorbutiche, cercando di capire se questo acido potesse essere identificato con la vitamina C. L’americano King, nel frattempo, lavorava allo studio dell’effetto antiscorbutico del succo di limone ed isolò un acido che aveva battezzato acido ascorbico. Il nome rimase, ma fu il ricercatore polacco a ricevere nel 1937 il premio Nobel per la scoperta della vitamina C.

La vitamina C o acido ascorbico, appartiene al gruppo delle vitamine cosiddette idrosolubili, cioè quelle che non possono essere accumulate nell’organismo, ma devono essere regolarmente assunte con l’alimentazione. Oltre a sciogliersi nell’acqua la vitamina C è sensibile alle alte temperature, quindi in caso di cottura ad alta temperatura, si perde del tutto.

Quando assumiamo la vitamina C, essa viene assorbita a livello dell’intestino tenue attraverso un canale specifico che raggiunge rapidamente un limite di efficienza massima. E’ stato osservato che aumentando le dosi di assunzione, questo sistema di trasporto va incontro a saturazione e l’assorbimento della vitamina C si blocca. Inoltre l’assorbimento della vitamina C viene ridotto da fumo, stress, febbre alta e da farmaci come sulfamidici e contraccettivi orali. In questi casi è consigliabile aumentare le dosi consigliate.

A cosa serve la vitamina C?  

Grazie alla sua azione antiossidante, la vitamina C aiuta ad innalzare le barriere del sistema immunitario e aiuta l’organismo a prevenire il rischio di tumori, soprattutto allo stomaco, attraverso l’inibizione di sostanze cancerogene. Il suo apporto è fondamentale, inoltre, per la neutralizzazione dei radicali liberi.

La molecola, detta anche acido ascorbico, funziona principalmente da antiossidante; contribuisce, ad esempio, alla protezione della pelle dai raggi UV ed è in grado di “riciclare” altri antiossidanti come la vitamina E. E’ essenziale anche per il corretto funzionamento dell’endotelio che riveste i vasi sanguigni.

La vitamina C serve inoltre per la sintesi del collagene, cioè la molecola principale del tessuto connettivo che si trova nelle ossa, nella cartilagine, nelle gengive, nella pelle, nei legamenti e nei tendini.

Essa svolge un ruolo importantissimo nel sistema immunitario; si accumula nei neutrofili, il tipo più abbondante di globuli bianchi, che proteggono l’organismo da  infezioni di batteri e funghi.

In quali alimenti è presente la vitamina C? 

Innanzi tutto essa è presente negli alimenti freschi. Infatti la sua scoperta affonda le radici nella ricerca di un rimedio contro lo scorbuto, male che affliggeva i marinai nei secoli scorsi proprio per la mancanza di alimenti freschi da consumare durante i lunghi mesi di navigazione.

Le arance, le fragole, i mandarini, i kiwi, i limoni, i broccoli, i pomodori e i peperoni ne sono ricchi. Per godere appieno dei benefici della vitamina C in essi contenuta, devono essere conservati non più di 3 o 4 giorni e devono essere consumati crudi o comunque poco cotti.

Come per ogni cosa in medio stat virtus, quindi anche la vitamina C va assunta nelle dosi consigliate. Se si eccede attraverso una dieta sbilanciata o con abuso di integratori, si possono generare problemi ai reni, con la formazione di calcoli, oppure un’eccesso di ferro, poiché la vitamina C ne favorisce l’assorbimento.

Quali sono le dosi consigliate? 

Le dosi consigliate di vitamina C variano a seconda dei paesi. In Italia la Società Italiana di nutrizione umana raccomanda l’assunzione di 105 mg/giorno per gli uomini e 85mg/giorno per le donne. Queste quantità aumentano durante la gravidanza (100 mg/giorno) e l’allattamento (130 mg/giorno). Secondo l’OMS, mangiare 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, pari a 400 g, è sufficiente a garantirne la quantità necessaria.

Ricordiamo che la vitamina C è una vitamina idrosolubile, quindi non può essere accumulata nell’organismo, ma deve essere assunta in modo regolare. Per ovviare a tale caratteristica è stato studiato un complesso per migliorare la biodisponibilità della vitamina C.

Nasce così la Vitamina C liposomiale (acido L-ascorbico), una forma particolare di vitamina C creata per aumentare la capacità dell’organismo di assorbirla e trattenerla.

Cosa sono i liposomi

Sono piccole particelle sferiche che incorporano il principio attivo all’interno di un guscio fosfolipidico, in modo da migliorarne l’assorbimento a livello intestinale o cutaneo.

Vantaggi del complesso liposomiale

A livello intestinale i complessi liposomiali vengono veicolati nel circolo linfatico (anziché in quello sanguigno), saltando così il metabolismo a livello epatico che ne può determinare una significativa inattivazione. I liposomi rallentano il rilascio della vitamina C e ne migliorano l’assorbimento.

A riprova di ciò, nel 2019, è stato condotto uno studio in cui si sono confrontati i profili di concentrazione serica di vitamina C in volontari sani dopo la somministrazione orale di vitamina C liposomiale e vitamina C standard. Lo studio è stato condotto su 20 volontari,10 donne e 10 uomini di età compresa tra i 31 e i 65 anni. Ciascuno è stato dotato di un catetere venoso periferico, che ha consentito più prelievi di sangue entro il periodo di tempo dello studio. Ad ognuno sono stati somministrati in singola dose 10 g di vitamina C in forma libera ed in forma liposomiale. Sono stati, quindi, prelevati campioni di sangue a 30 min, 60 min, 90 min, 120 min, 180 min, 240 min, e 360 min.

I risultati evidenziano un significativo aumento della biodisponibilità della vitamina C in forma liposomiale rispetto alla vitamina C standard; la vitamina Cmax (concentrazione sierica massima di vitamina C) raggiunge valori più elevati in seguito alla somministrazione della vitamina C liposomiale piuttosto che la vitamina standard; ciò si è evidenziato dopo 180 minuti dalla somministrazione. Inoltre, per la formulazione liposomiale, il tempo di ritardo della concentrazione massima di vitamina C nel sangue è più lunga di un’ora rispetto alla forma libera.

Ne consegue che una maggior concentrazione di vitamina C nel sangue per un periodo di tempo più prolungato, rende la vitamina C liposomiale più efficacemente disponibile per le cellule dell’organismo rispetto alla forma standard.

In conclusione possiamo affermare che, nel caso della vitamina C, quella che assumiamo col cibo spesso non è sufficiente. Perciò un buon integratore di vitamina C, soprattutto liposomiale, può essere utile.

Fonti:

Maciej Lukawski, Paulina Dalek, Tomasz Borowik, Aleksander Forys, Marek Langner, Wojciech Witkiewicz, Magdalena Przybylo (2019): New oral liposomal vitamin C formulation: properties and biovailability, Journal of Liposome Research.

https://guna.com/it/guna-lifestyle/quando-assumere-un-integratore-di-vitamina-c/

https://www.wired.it/scienza/lab/2014/04/04/scoperta-vitamina-c/

https://www.Humanitas.it

https://dispensa.unibs.it

https://www.oggiscienza.it

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